Nel giro di poche centinaia di metri, in San Frediano a Firenze fioriscono locali che non conoscono crisi. Ultimo arrivato è Urbano, che tra cucina e cocktail si presenta come una novità interessante

 

Anche in periodo di post lockdown, se c’è una zona di Firenze che non conosce grossa crisi è San Frediano: nel giro di poche centinaia di metri, da ambo i lati rispetto alla omonima porta medievale, fioriscono locali – dal ViaVai al Fuor d’Acqua fino alla Trattoria Sabatino o l’Osteria Personale che ha da poco riaperto i battenti – che stanno continuando a lavorare con successo.

Ultimo arrivato è Urbano, che tra cucina e cocktail si presenta come una novità interessante. Non a caso il nome intero del locale comprende “food & spirits”, a riprova della versatilità con cui si barcamena tra fornelli e bancone. Il primo è affidato allo chef Paolo Bisogno, il secondo a Matteo Duccheschi. Ve li raccontiamo, attraverso le immagini di Luca Mistergusto Managlia.

Il concetto del dualismo, da Urbano, si declina non solo su food e spirits ma anche nella contemporanea presenza di carne e pesce nel menù, così come nel mix tra eleganza degli ambienti e informalità del servizio. E se spesso la “metà strada” si traduce in una mancanza di identità, in un voler giocare su troppi tavoli – almeno così dice la regola, ed è noto che ogni regola ha la sua eccezione – in San Frediano l’eccezione sembra essere proprio Urbano, che riesce a tenere insieme le due anime (terra e mare) che rappresenta.

Per anni alla guida dello storico “Semolina” in Sant’Ambrogio, ma reduce anche da esperienze tra New York, Hong Kong e navi da crociera, lo chef Paolo Bisogno ha allestito un menù che cambia ogni due settimane. Carta corta, con prezzi compresi tra 12 e 13 per gli antipasti e i primi, e tra i 13 e i 15 per i secondi. In carta spiccano piatti come il Petto d’anatra affumicato con aceto balsamico di Modena e pecorino toscano, i Ravioli al salmone in stile orientale che giocano tra la freschezza delle verdure e i richiami asiatici o la Quaglia marinata alla paprika e alla brace.

Ma il piatto più riuscito dello chef sono a nostro giudizio i Pici fatti in casa con sarde, finocchietto, uvetta e pinoli, piatto generoso sia nelle porzioni che nel sapore. Una ricetta siciliana, portata in riva all’Arno con esiti felici soprattutto grazie alla cottura della pasta. Non a caso, anche quando la cucina di Urbano va sopra le righe, lo fa sempre per un sincero e genuino eccesso di zelo ma – proprio mai – per mancanza di personalità.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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