martedì 18 Agosto 2026
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Mixology, l’amarcord di Gianni Mercatali: “La mia vita al banco del bar”

Uomo di spirito e di spiriti, il noto pr e giornalista Gianni Mercatali passa in rassegna i locali del cuore tra Firenze e Versilia

GIANNI MERCATALI

Ci sono persone capaci di trasformare il suono delle parole in vivide immagini, di evocare tempi e luoghi lontani con la nitida limpidezza di un ricordo non sfumato. Una di queste è Gianni Mercatali, pr di chiara fama e brillante ideatore di eventi di caratura internazionale, anima tanto delle serate fiorentine quanto di quelle versiliesi, sin dagli anni in cui un drink costava 400 lire.

Una persona di spirito e di spiriti, artefice di una vita intera – celebrata l’anno scorso dal volume biografico My Way, uno dei pochi volumi che si riescono a leggere tutto d’un fiato – passata (anche) davanti al bancone, a far ciò che gli riesce meglio: far stare a proprio agio il prossimo, indipendentemente da ogni altro fattore.

La storia di Gianni Mercatali al bar inizia a Firenze nel 1964, quando gestiva tutti i pomeriggi del “Randez-vouz” in vicolo dei Malaspini, in pieno centro storico, luogo dove chi amava poco studiare si ritrovava a bere e ballare. Praticamente, una cantina con 12 metri quadri di pista, un juke-box, divanetti, qualche puff e un bar dove si servivano soprattutto bibite. Solo chi poteva permettersi di spendere 700 lire a drink anziché 400 ordinava un whisky sour.

“Ho cominciato in quel bar – racconta Gianni Mercatali, le frasi come pennellate con cui dipinge l’affresco della memoria – per proseguire, dopo la primavera del ’66, in un nuovo locale che aprii insieme agli amici Ghigo ed Ernesto in via de’ Cimatori, La Siesta, discoteca e bar di grande successo soprattutto nei sabati pomeriggio”. Fu il locale di riferimento per la ‘settimana inglese’ nel settembre 1966 quando si festeggiò il gemellaggio tra Firenze ed Edimburgo. Da lì passarono una giovanissima Patty Pravo, un affascinante Ricky Shane, i Motowns (gruppo di Liverpool che nel ’67 avrebbe vinto il Cantagiro con la hit Prendi la chitarra e vai). Poi l’alluvione del ’66 spezzò la magia, ma non intaccò l’estro di Gianni Mercatali.

“Ho proseguito al bar del Jolly Club in via de’ Bardi – continua Gianni, il cui fiore alla giacca, di cui esiste un’intera collezione versicolore, è ormai un’icona di stile – dove per la prima volta proposi il teatro di cabaret in discoteca con un giovanissimo ma già bravo e simpatico Maurizio Messeri”. A seguire, nel “giro” di Gianni Mercatali entrarono il MAC2 in via Torta per finire all’Arcadia con Fabio Baldi Papini e Getulio Bravi, fino all’esclusivo Galà Club in società con Gino Paoli e Chiara Curradi. “Ho iniziato con il whisky sour per finire nel ’76 con i cocktail di Pierpaolo Velani, mitico barman della Bussola di Focette e del Bussolotto, chiamato anche ‘il conte’ per la sua innata eleganza: doppiopetto bianco sia d’estate che in inverno”.

In Versilia, invece, i bar frequentati da Gianni Mercatali sono stati quelli del Bussolotto fino agli anni ’60 e della Capannina, dove ancora adesso ama fermarsi per un aperitivo in qualche (rara) pausa dal lavoro. “Oggi – spiega, passando in rassegna i drink del cuore – amo bere l’Americano o il Negroni. Bevo tradizionale perché il mio è un palato che ama ricordare, quindi tra i miei preferiti non possono mancare il Bloody Mary, il Pym’s e il Martini. Il banco del bar è stato per me una sorta di confessionale laico, dove ero il sacerdote che ascoltava e dove amici e amiche dopo la mezzanotte si aprivano e si confidavano. E io ero lì, al bancone potevo così scoprire segreti e indagare sull’animo altrui. Ciò mi ha permesso di arricchire in modo straordinario la mia conoscenza dell’essere umano, perché ognuno di noi dopo la mezzanotte, e magari in compagnia di qualche cocktail, è diverso. Per certi versi più vero, più autentico. Perché la notte – conclude Gianni Mercatali, con l’ennesimo sorriso – porta consiglio, ma non solo”.

L’intervista a Gianni Mercatali è stata inserita all’interno del volume “Toscana da Bere”.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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