Oggi cade il Gin Tonic Day, e la domanda sorge spontanea: Quale Gin scegliere? se ci fidiamo delle medaglie d’oro, la novità da provare quest’anno viene dalla Toscana, ma racconta il mediterraneo

“Mother’s Ruin Mediterraneo” è il miglior London Dry Gin italiano. Il Gin dell’aretino Tommaso Maria Gamurrini, pochi giorni fa, ha ottenuto infatti l’ambito riconoscimento agli World Gin Awards del 2021.

“Mother’s Ruin Mediterraneo” è un London Dry Gin figlio di un’idea tutta italiana e dell’esperienza dei migliori mastri distillatori londinesi. Il nome “Mediterraneo” identifica l’essenza del distillato: un’armonia di aromi che accompagna i sensi dai profumi soavi della Provenza fino a raggiungere i toni speziati del Nord Africa, passando per le colline toscane e gli aranceti siciliani. Le sue botaniche sono difatti arancia, angelica, cardamomo, coriandolo, lavanda, liquirizia e ginepro, tutte selezionate in base alla provenienza geografica e trattata per garantire che il Gin rispetti i parametri di prodotto biologico.

“Mother’s Ruin Mediterraneo” viene distillato presso Thames Distillers ltd a Londra, con un processo mirato a garantire la massima cura della materia prima e, senza ulteriori artifici, permettere alle botaniche di esprimere in pieno le loro caratteristiche organolettiche. L’alcol di base viene ottenuto in loco presso la tenuta, dove sono coltivati i cereali, e in una seconda fase distillato assieme alle botaniche. Tagliate testa e coda e lasciato riposare il cuore dello spirito per un tempo prestabilito – segreto della ricetta – il Gin è pronto.

Parliamo di un Gin dal sapore pieno, che riempie la bocca. La significativa nota di agrumi dalla buccia d’arancia amara è bilanciata dalle note floreali della lavanda e ammorbidita dalla liquirizia. Il finale è secco e la sua gradazione è pari a 40°.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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