Da quando ha cambiato proprietà, la cucina dell’hotel Posta Marcucci a Bagno Vignoni (Siena) è stata affidata al giovane chef campano Matteo Antoniello

La storia dell’attuale hotel Posta Marcucci di Bagno Vignoni (Siena) non avrebbe senso senza la famiglia Marcucci, che a partire dalla metà dell’Ottocento gestisce prima una locanda con rivendita di alimentari e recapito postale a Bagno Vignoni e un secolo dopo – negli Anni Cinquanta del secolo scorso – costruisce il corpo centrale dell’attuale albergo su una vigna spiantata dal cui sottosuolo ecco arrivare successivamente l’acqua calda.

Questa storia adesso ha cambiato pagina senza mutare trama grazie alla famiglia Costa, celebri imprenditori altoatesini nel mondo dell’ospitalità, che dal 2017 sono i nuovi proprietari del Posta Marcucci (4 stelle). Quest’oasi di pace, serenità e benessere è anche una piacevole sosta gourmet alla cui guida dell’annesso ristorante vi è il giovane emergente executive chef Matteo Antoniello.

chef matteo antoniello

Davanti ai fornelli fin dalla giovane età nel ristorante di famiglia, Antoniello è da settembre 2017 al Posta Marcucci, arrivato in Val d’Orcia direttamente dall’hotel La Perla di Corvara, l’altro hotel della famiglia Costa. In merito alla sua cucina proposta in Val d’Orcia il giovane chef puntualizza: «Semplice ma versatile, tradizionalista ma con un occhio rivolto all’innovazione, soprattutto rispettosa delle materie prime dell’attuale territorio dove cucino ma anche di altri prodotti extra moenia».

Non a caso due prodotti che non mancano mai nella dispensa del Posta Marcucci sono il pomodoro San Marzano dell’agro nocerino sarnese, marchio DOP e le alici di Cetara, che gli arrivano in barili di legno sotto sale, per poi essere lavate e conservate sott’olio di oliva extravergine toscano.

Il piatto al quale è invece particolarmente legato Matteo è la parmigiana di melanzane, piatto semplice, gustoso e versatile. «Ci sono legato sentimentalmente perché mi evoca ricordi felici delle feste in famiglia, della nonna che la preparava – prosegue Matteo – e devo dire che negli anni mi sono divertito a presentarla in diversi modi e consistenze».

piatto chef matteo antoniello

Dall’antipasto al dessert le proposte di Antoniello sono una sinfonia di profumi e sapori che deliziano i palati, a cominciare dall’antipasto, una Lingua di vitello fritta nel pane panko, topinambur e nocciole, per poi proseguire con il Raviolo aperto alla parmigiana di melanzane, la Seppia di Porto Santo Spirito alla scapexe con fiore di zucca ripieno di ricotta e limone e concludere con il dessert, il Cremoso al cioccolato bianco con variazioni di mango e passion fruit.

piatto chef matteo antoniello

Sul futuro prossimo Matteo non ha alcun progetto, ma giustamente ha un sogno. «Il mio obiettivo è continuare a cucinare con amore e passione per rendere felice chi assaggia la mia cucina – conclude lo chef – poi se proprio dovrei esprimere il mio sogno nel cassetto è quello di ricevere in futuro un riconoscimento importante, che possa essere della Guida Michelin. Chi vivrà vedrà».

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Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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