Dopo il debutto a Firenze in primavera, il ristorante Sophia Loren apre a Milano in primavera, in via Cantù, nella zona di piazza Cordusio

Sono bastate due stagioni a Luciano Cimmino, imprenditore già alla guida del gruppo italiano cui fanno capo i brand Yamamay e Carpisa, per capire che il brand Sophia Loren non poteva restare confinato a Firenze. Ed è così che dopo l’apertura nel capoluogo toscano lo scorso aprile, il ristorante Sophia Loren apre a Milano. O meglio, a debuttare sarà il “Sophia Loren Restaurant – Original Italian Food il primo della catena di ristoranti dedicato alla famosa attrice napoletana, che così prosegue il proprio percorso di aperture scegliendo il capoluogo meneghino.

Come noto, la partnership tra la società Dream Food presieduta da Cimmino e la diva stessa prevede – oltre a un accordo di licenza per una catena di locali con il brand legato a Sophia Loren – un vero e proprio piano di sviluppo. Per il ristorante di Milano è stata scelta una location d’impatto nella zona di Piazza Cordusio, meta di cittadini e turisti, diventata recentemente palcoscenico delle nuove tendenze di global retail.

ristorante sophia loren apre milano

Il format sarà il medesimo di Firenze: il ristorante sarà infatti progettato dallo studio di Architettura ed Ingegneria Redaelli e associati, in un ambiente elegante e confortevole offrirà un servizio di ristorazione, bar, caffetteria, pasticceria e cocktail&wine bar e proporrà un menu italiano tradizionale ma ricercato. Anche a Milano ci saranno le pizze griffate Francesco Martucci (miglior pizzaiolo al mondo 2019, 2020 e 2021), i piatti presenti nel menù di Gennarino Esposito (due stelle Michelin col ristorante ‘Torre del Saracino’ a Vico Equense) e la pasticceria da Carmine Di Donna.

ristorante sophia loren apre milano

“Questa nuova avventura imprenditoriale – spiega Cimmino – nasce da un sogno ambizioso e innovativo iniziato nel 2014, coronato in aprile con l’apertura a Firenze del primo della catena di ristoranti che porteranno il nome di Sophia Loren, musa ispiratrice del progetto. Abbiamo scelto Milano come seconda tappa perché vogliamo offrire ai milanesi e al pubblico internazionale che gravita intorno alla città la possibilità di vivere un’esperienza che abbina la tradizione culinaria italiana al fascino di un ambiente accogliente e ricercato ispirato a un’icona del cinema internazionale”.

Articolo precedenteIl mondo di Hogwarts in 40 ricette: ecco il libro di cucina di Harry Potter
Articolo successivoVino: il Picchio e la Corte, la doppia Gran Selezione griffata Castello di Querceto
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

Rispondi