È uscito per Giunti il volume “La cucina al vapore” della foodwriter livornese Shamira Gatta: la tecnica orientale al servizio della creatività

Passa per essere uno dei metodi di cottura più leggeri e salutari, e chissà che in un periodo di restrizioni dovute al Covid nelle case non si inizi a riscoprire la cucina al vapore. In questo caso, un prezioso aiuto arriva da “La cucina al vapore” (ed. Giunti, 191 pag, 19,50 euro) di Shamira Gatta. Anche se da sempre fa parte del patrimonio tecnico della cucina orientale, questo metodo è stato introdotto in Occidente in tempi tutto sommato recenti fino a prendere piede negli ultimi anni.

A illustrare numerose ricette usando la cottura al vapore è Shamira Gatta – foodwriter classe ’87 di origini istriane ma livornese d’adozione, molto seguita e provetta cuoca – che oltre a ingredienti e preparazioni propone nel dettaglio tante informazioni pratiche. In linea di principio, dal momento che non prevede grassi di cottura la cucina al vapore consente di preparare piatti leggeri, che mantengono intatti sapori e proprietà organolettiche degli alimenti.

E se il rischio potenziale a cui l’autrice poteva andare incontro con la cottura al vapore era di riuscire a sfruttare appieno gli elementi del patrimonio gastronomico made in Italy, nel volume Shamira Gatta – con un po’ di creatività (in fondo è al secondo libro dopo quello del 2012 dedicato alla cucina molecolare – riesce anche di realizzare, in modo del tutto nuovo, gran parte dei capisaldi della tradizione italiana. Combinando gli ingredienti secondo i criteri della rivisitazione, spiegati passo a passo, si ottengono infatti risultati molto interessanti.

Preceduto da un’introduzione sulla storia della cottura al vapore e sulle attrezzature necessarie, il libro è suddiviso in sezioni che spaziano dalle marinature (con suggerimenti su come dare una marcia in più ai piatti, come insaporire gli alimenti, come profumare e aromatizzare col vapore) alle affumicature, fino ai brodi di base. Spazio poi alle ricette vere e proprie, divise per materie prime (pasta fresca, riso, carne, pesce e molluschi, uova, verdure, dolci, ecc…) e così via. Nell’ultima parte, dedicata alla cucina creativa, il volume offre un’infinità di applicazioni concrete per combinare tecniche e ingredienti. Insomma, un ricettario personale e originalissimo, in grado di affascinare i gourmet e gli appassionati.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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