Apre le porte (e le bottiglie) Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino

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Firenze si prepara al debutto del suo primo Whisky Bar che aprirà le porte e le bottiglie giovedì 6 settembre. Ce lo racconta Gabriele Guazzini tra tende in velluto rosso, sgabelli alti in legno scuro e quadri usciti dal Necronomicon…

Apre le porte (e le bottiglie) Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino

Negli ultimi anni San Frediano è cambiata molto nell’aspetto e nella reputazione. Il quartiere più cool del mondo per Lonely Planet infatti è diventato terra di conquista per gli imprenditori enogastronomici fiorentini, con ristoranti e locali a quasi ogni numero civico, fino a diventare il cuore della movida (non turistica) cittadina. Ma già prima di questo rinascimento, il quartiere aveva già una propria identità, ed alcuni locali nati in queste strade hanno fatto la storia a livello fiorentino (e a volte anticipato trend nazionali), e il loro nome è destinato a rimanere nella memoria degli appassionati. Senza dubbio è in questa categoria che si colloca  il One Eyed Jack, storico pub a due passi da ponte alla Carraia che in un’epoca in cui questo tipo di locali erano solo irlandesi e commerciali ha capito il potenziale della birra artigianale (le prime IPA fiorentine sono state spillate qui) e di un atmosfera da pub americano.

Dietro a quel progetto c’era Gabriele Guazzini, un ragazzo che la passione ha trasformato in imprenditore. Nella sua carriera ci sono infatti all’attivo l’apertura di almeno quattro locali nel centro di Firenze, tre incentrati intorno alla birra e uno nella ristorazione. Non ne farò i nomi semplicemente perché sono tutti e quattro ancora aperti ma con diversa proprietà e gestione, ma giusto per farvi capire che Gabriele è uno che sa intuire quello che funziona sul mercato, nessuno dei quattro ha cambiato nome ne identità.

Se la birra è stato il primo amore, è pur vero che crescendo crescono pure le sfide e le ambizioni, e dopo una lunga attesa (burocratica), finalmente Gabriele è pronto a lanciare insieme a Manuel Petretto il suo nuovo progetto Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino, d’ispirazione horror. Non a caso, il nome è un omaggio allo scrittore Howard Phillips Lovecraft. Sono stato a trovarlo in un pomeriggio di fine estate, a pochi giorni dell’inaugurazione ufficiale del locale, e tra tende in velluto rosso,  sgabelli alti in legno scuro e quadri usciti dal Necronomicon abbiamo fatto due chiacchiere per capire cosa ci aspetta…

Apre le porte (e le bottiglie) Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino

Gabriele, la tua passione per il malto pare crescere e evolversi negli anni. Dopo esser stato uno dei pionieri delle birre di qualità in città, ora ti lanci nell’avventura di un whisky bar fiorentino. Quando e da dove nasce quest’idea?

Quasi tutti i miei progetti provengono da una bellissima esperienza di vita trascorsa nel Nord Ovest degli Stati Uniti a cavallo tra il 2007 e il 2008, a Seattle. Ci tengo molto a rendere omaggio a quella città perché per me ha significato molto: musicalmente, culturalmente e lavorativamente parlando devo quasi tutto alla città di Smeraldo. In quegli anni ho avuto modo di scoprire un lifestyle molto diverso dal nostro di cui il One Eyed Jack, il mio primo locale a Firenze, fu la “prova vivente”: forse il primo vero e unico dive-bar in Toscana…musica rock indipendente, prodotti a prezzi popolari ma sempre con un occhio di riguardo alla qualità, un locale dallo spirito “punk rock” aperto a tutti, senza restrizioni di età o stile di abbigliamento. Nel corso degli anni la clientela è cresciuta mentre io invecchiavo: era giunto il momento di usare un altro spunto rubato a Seattle anni prima, un’idea che da tempo mi frullava per la testa per una tipologia di locale che credo manchi in città: un Whisky Bar fiorentino.

Apre le porte (e le bottiglie) Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino

Nasce così il progetto Love Craft che mira a diventare un punto di ritrovo non solo per gli appassionati di whiskies. Vogliamo infatti che sia un locale dove ritrovarsi tra amici trascorrendo una serata come ai vecchi tempi tra chiacchiere, risate e buona musica mentre si sorseggiano distillati di qualità e di origini diverse, signature cocktail sempre nuovi ed originali basati sul nostro amato distillato (e non solo!) e magari una birretta artigianale che non guasta mai! Il tutto immerso in un’atmosfera elegante seppur informale, a cavallo tra gli anni ’20 e ’40 di H.P. Lovecraft al quale vanno la nostra ammirazione, stima e rispetto per le incredibili ed emozionanti opere letterarie.

Apre le porte (e le bottiglie) Love Craft, il primo Whisky Bar fiorentino

Come ti sei mosso nella creazione della bottigliera e nella scelta dei distillati?

Non è stato semplice. Da qualche anno sto approfondendo la passione su libri del settore e assaggiando occasionalmente un po’ tutti quei distillati che non conoscevo, ma devo ammettere che il lavoro di squadra con Manuel Petretto, mio socio in affari al Love Craft nonché eccellente bartender e appassionato sommelier, ha dato una svolta definitiva sulla selezione iniziale della nostra bottiglieria.

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Non abbiamo voluto “strafare” subito con etichette rare o troppo pregiate, oltre che per ovvi motivi economici (sarebbe stato brutto aprire con 10 bottiglie da migliaia di euro l’una a prezzi folli, ti pare?!) anche per garantire un menù variegato sia nella quantità che nella tipologia di prodotti senza dimenticare la cosa più importate: il prezzo. Soprattutto chi non conosce il mondo dei whiskies pensa che per bere un buon distillato si debba spendere cifre assurde…. ma sappiamo entrambi che non è assolutamente vero, anzi! Il nostro listino oscilla dai € 5 ai € 12 al bicchiere con punte massime di €25/30 ma ovviamente andiamo a parlare di prodotti di nicchia che sconsiglierei al neofita.

In Italia non c’è una cultura del whisky fortemente radicata, e spesso viene percepito come un prodotto di lusso (soprattutto gli scozzesi) oppure come un distillato da battaglia (soprattutto una certa bottiglia quadrata americana). Come avvicinare le persone a questo mondo?

Questa è forse la domanda più difficile a cui rispondere, oggi. Dovremo riparlarne tra qualche tempo, quando la gente avrà capito (come successe anni e anni fa per la birra artigianale) che pochi euro in più per una bevuta di qualità spesso significa godere di un prodotto che ha una storia antica e una propria identità radicata e unica da renderlo speciale e ricercato.

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Dovremo lavorare molto sulla comunicazione, sdoganare il mondo dei whiskies al pubblico del Love Craft soprattutto a quello più giovane (22/30 anni) “ripulendolo” da quella nomea di alcolico forte e “rovente” adatto alla “botta facile”, ci piacerebbe molto poter contribuire nel nostro piccolo ad innalzare in qualche modo l’asticella della qualità delle serate fiorentine, asticella già notevolmente alzata grazie anche a locali come il MAD Souls & Spirits, nostri vicini di casa. Lavoreremo molto sulle degustazioni, anche con eventuali masterclass dedicate non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto al nostro pubblico, una clientela che speriamo cresca insieme a noi e dalla quale  poter trarre ispirazione per continuare in questo ambizioso progetto.

Whisky e Cocktail, binomio ricco di storia e fascino che affonda le sue radici nel sud degli States per poi conquistare New York e Parigi. Ma quanto incide un grande Whisky su un Cocktail?

In linea generale, come nel mondo della cucina, la qualità incide sempre…chiaramente su determinati drink le proprietà organolettiche di alcuni whiskey si posso perdere qualora siano miscelate con ingredienti speziati o fortemente aromatizzati e per questo saremo noi stessi a suggerire al cliente varianti più o meno particolari ovviamente sperimentate da noi in precedenza….ci “sacrificheremo per voi” sappiatelo! (*ride)

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Whisky ma non solo. Cosa dobbiamo aspettarci di trovare al Love Craft come proposta food e beverage?

Abbiamo in serbo qualche sorpresa che ovviamente vogliamo riservarvi per i giorni seguenti all’inaugurazione, giorno nel quale ci aspettiamo una notevole affluenza che purtroppo ci limiterà nel presentare tutto il nostro repertorio al 100%…ma possiamo anticiparti che avremo delle degustazioni di whiskies sotto forma di flight boards abbinate a cibo in stile “tapas” che spazierà tra ingredienti come formaggi, pesce affumicato e cioccolata fondente…tutti sapori ben noti agli appassionati del whiskey ma sempre gradevoli e interessanti, soprattutto  per coloro che si avvicineranno a questo fantastico mondo di sapori e aromi per la prima volta.

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Per quanto riguarda la drink list, diciamo che non mancheranno i grandi classici e che sicuramente non ci rifiuteremo di servirvi il vostro cocktail preferito anche se in assenza di whiskey tra i suoi ingredienti. Le birre del Love Craft si alterneranno tra le più famose etichette artigianali e industriali sia alla spina che in bottiglia e lattina ma essendo un’offerta marginale e diciamo “di contorno”, cercheremo di creare una rotazione proponendo prodotti sempre nuovi e interessanti.”

In conclusione, qualche info per chi volesse venire a trovarvi nel primo Whisky bar fiorentino?

“Il Love Craft aprirà giovedì 6 settembre intorno alle 17, saremo aperti tutti i giorni dalle 18 alle 2 in Borgo San Frediano 24R. Potete trovarci anche sui social (Facebook e Instagram per il momento…) con @lovecraftfirenze mentre questi sono i nostri hashtag ufficiali: #lovecraftfirenze #thecallofwhiskies #inbourbonwetrust #blendmesomelove

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Foto a cura di Martino Dini 

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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