Nel panorama italiano della birra di qualità, oggi più maturo e competitivo che mai, emergono realtà che hanno saputo trasformare la passione in progetto culturale. Tra queste spicca il Bad Elf Pub di Livorno, protagonista alla recente edizione di Beer&Food Attraction, svoltasi dal 15 al 17 febbraio nel quartiere fieristico di Rimini. Con 600 espositori provenienti da 16 Paesi e 14 padiglioni dedicati alla Beverage & Bar Industry, la manifestazione si conferma uno dei principali hub europei del settore. Ed è proprio qui che la birreria labronica Bad Elf ha raccolto un doppio riconoscimento.

Per la quinta volta il locale si è aggiudicato il Pub&Friends Awards, promosso dalla community di “Dammiunabirra”, che seleziona i 100 pub italiani più amati dagli appassionati. Non un premio basato esclusivamente sulla popolarità social, ma su criteri come autenticità, strategia e capacità di costruire una community attiva. Ancora più significativo il premio Accademia Storica della Birra, conferito nell’ambito dell’Accademia della Birra promossa dalla storica rivista “Il Mondo della Birra”. Un riconoscimento riservato ai locali che si distinguono per professionalità, qualità della selezione e impeccabile tecnica di spillatura.

Il Bad Elf aveva già ottenuto il premio Accademia nel 2019, ma quest’anno, a sedici anni dalla nascita del progetto, riceve la menzione “Storica”, consacrazione di una continuità rara nel settore. Da oltre 16 anni il Bad Elf rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati del mondo della birra a Livorno e non solo. Dopo i primi nove anni di attività, il 18 maggio 2018 il locale si è trasferito nell’attuale sede di Scali delle Ancore, lungo i canali medicei nel quartiere Venezia, rafforzando la propria identità di birreria specializzata con cucina aperta fino a tarda sera.

Dietro il progetto Bad Elf c’è un gruppo affiatato di quattro soci: Fabio Botti, Domenico Rosa e Toto Barbato, insieme a Virginia Sardi, anima della cucina e volto noto anche nel mondo digitale. Oltre a guidare la proposta gastronomica del pub, che spazia dagli hamburger alle specialità britanniche, americane e Tex-Mex, fino alle stuzzicherie pensate per accompagnare la degustazione, Virginia è infatti una food blogger molto seguita: la sua pagina Instagram Virgyskitchen supera i 50mila follower, contribuendo a dare visibilità a una cucina che dialoga costantemente con la birra di qualità. «Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento», racconta Fabio Botti. «È il frutto di una passione che dura da oltre 25 anni. Abbiamo sempre cercato di proporre birre selezionate, con un’attenzione particolare alle produzioni britanniche e artigianali, e di costruire un luogo dove le persone possano sentirsi a casa».

Il pubblico del Bad Elf è eterogeneo: accanto alla clientela locale non manca una presenza internazionale, attratta dalla reputazione del locale e dalla cura nella scelta delle etichette. Oltre novanta referenze in bottiglia e lattina e dodici vie alla spina a cui si affiancano tre pompe manuali in perfetto stile britannico (spillatura senza gas), dove ruotano birre di birrifici indipendenti del Regno Unito. Una scelta tecnica che non è folklore, ma coerenza culturale. Il Bad Elf non è soltanto un luogo di consumo, ma uno spazio di esperienza. Nel calendario annuale trovano posto degustazioni guidate alle scoperta delle birre di altri Paesi, oltre ad appuntamenti consolidati come il St. Patrick’s Day, l’Oktoberfest con botti in legno spillate a caduta e piatti tipici, la Burns Night dedicata a Robert Burns e l’Hop Summer Festival, il festival della birra artigianale arrivato alla settima edizione.

