Quando il cinema incontra l’arte brassicola: “Artemio” lancia una linea di birre ispirate ai personaggi del “Ragazzo di Campagna”, la celeberrima commedia con Renato Pozzetto

Ricordate Artemio, il “Ragazzo di Campagna”? Ovviamente sì, se avete più di 14 anni e non avete passato gli ultimi anni in una grotta. Ebbene, c’è chi ha saputo legare uno scaltro merchandising ai personaggi della celebre commedia di Castellano & Pipolo. Tra le proposte, forse la più intrigante è proprio la birra Artemio – ispirata al protagonista, interpretato da Renato Pozzetto – al 100% artigianale e biologica, prodotta interamente con orzo e luppolo non trattati.

L’impianto di luppolo, tra i pochi della provincia fiorentina, è stato realizzato utilizzando varietà pregiate e aromatiche come Cascade e Chinook. Dopo la raccolta, il luppolo è immediatamente essiccato, per avere un’umidità inferiore al 14%; si utilizzano i fiori interni o ciò che resta dopo lo scarto di rachidi e petali, in modo da arricchire il contenuto di resine, oli essenziali e tannini, ottenendo prodotti con un livello di amarezza morbido, gradevole e con un sapore deciso.

Ecco quindi due varianti, ispirate alle donne che si sono contese il cuore di Renato “Artemio”. Da un lato Angela, birra importante – 6°, 51 IBU – e strutturata nel classico stile India, con amarezza elevata ma non eccessiva, che costituisce un ottimo approccio sulla “via dell’amaro”. Chiaramente percettibile in questa birra fredda, l’aroma del luppolo fa sentire sfumature delicatamente floreali, di erba fresca, fieno, menta ed eucalipto. Data la forte personalità e la buona spalla alcolica, ben si sposa con gli aromi tipici delle cucine speziate e piccanti, come quelle indiana e messicana, ma è ottima anche con la frittura di pesce, con formaggi stagionati e speziati, cozze alla marinara e bistecca al pepe.

Se da un lato c’è Angela, dall’altro c’è ovviamente la Maria Rosa: birra pale ale originale dell’Irlanda – 4,6°, 23 IBU – il cui colore rossastro varia dall’ambrato pieno al ramato. Questa sua caratteristica è dovuta all’uso di una piccola quantità di orzo tostato e da una luppolatura moderata, che conferiscono alla birra caratteristiche di morbidezza e dolcezza perfette per abbinamenti classici come pizza o primi piatti. Grazie alla sua natura equilibrata e alla capacità di non sopraffare altri sapori, può essere anche ben abbinata a ricette di tutti i giorni come il pollo arrosto o alla griglia, secondi a base di tacchino e panini leggeri ma ancora più efficace con piatti speziati o etnici.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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