domenica 13 Settembre 2026
HomeRistorantiOsteria del Borro,...

Osteria del Borro, Andrea Campani guida l’autarchia del countryside toscano

All’Osteria del Borro, a San Giustino Valdarno, lo chef Andrea Campani si fa artefice di un menù di territorio, di sostanza, legato alla scelta “autarchica” della tenuta di Ferruccio Ferragamo

andrea campani ph. Luca Managlia

In tempi che hanno stravolto il mondo della ristorazione e dell’ospitalità, insieme all’intero tessuto economico mondiale, occorre saper reinventare certi meccanismi. Un processo che in alcuni casi è partito con la pandemia, in altri casi è frutto di una sapiente programmazione e di scelte ponderate. La vicenda dell’Osteria del Borro, a San Giustino Valdarno, appartiene al secondo tipo.

osteria del borro, andrea Campani - ph. Luca Managlia

È qui nella tenuta di proprietà di Ferruccio Ferragamo, infatti, che lo chef Andrea Campani guida un processo di autarchia produttiva che oggi conta su una produzione interna di farine, olio (con la recente apertura di un frantoio in loco), verdure (su 4 ettari di terreno), aromi, persino api e vacche di razza Chianina. Non solo: il Borro produce da sé quanto serve per l’elettricità – ha inoltre un carbon footprint negativo, ossia produce più ossigeno dei gas serra generati – e per i materiali, oltre a impiegare maestranze locali. In altre parole, fa suo l’imperativo del non sfruttare il territorio.

Ma cosa c’entra tutto questo con la cucina? C’entra, eccome. Perché in attesa di tornare a vestire i panni del locale di ispirazione gourmet, l’Osteria del Borro sta vivendo una sorta di parentesi che lo avvicina allo spirito del Tuscan Bistro di Firenze. La “osteria”, insomma, è più simile all’idea canonica che questa parola suggerisce, scostandosi un po’ dal concetto di fine dining. Attenzione, però: con lo chef Andrea Campani a guidare questo processo, la semplificazione del menù non si traduce affatto in una riduzione né della qualità né del gusto. I riflettori sono puntati sull’essenziale, sul sapore dei piatti tradizionali, sulla valorizzazione della materia sic et sempliciter, come mostrano le immagini di Luca Managlia.

Un esempio? Gli gnudi di ricotta di pecora e spinaci con tartufo nero autunnale e una fonduta di pecorino giovane: un piatto capace di tirar fuori la parte vegetale ben in equilibro con quella casearia, schivando agilmente il rischio di una prevalenza di quest’ultima che avrebbe sbilanciato la portata.

osteria del borro, andrea Campani - ph. Luca Managlia

Discorso simile per la guancia di manzo del salumificio Mannori di Prato, cotta a lungo nel Sangiovese del Borro – tenuta tre ore insieme all’uva, più altre dodici di cottura – con bietole e un purè di patate e rafano. C’è territorio, ci sono sapori chiari e c’è il dettaglio del rafano nel purè a donare quella sfumatura che in fondo mostra la zampata dello chef.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Al Bistrot Lo Zero di Montespertoli la chef siciliana Marcella Schillaci porta in tavola la propria identità confrontandola con tradizioni diverse, dall’Umbria alla Lombardia, senza rinunciare alla sua cifra stilistica

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Dal Locale a SantaBar, cosa si muove a Firenze dietro il bancone

Negli ultimi giorni Firenze è alle prese con una serie di novità importanti nel campo della mixology, sia per lo spessore dei protagonisti che per la rilevanza dei locali coinvolti. Il bar manager Daniele Cancellara lascia Rasputin, così come Fabio Fanni il Locale. E in via Pier Capponi Santabarbara raddoppia con SantaBar

Italian Chef Charity Night, raccolti 12mila euro per UNHCR

Nonostante la pioggia, oltre 400 persone sul rooftop del The Social Hub Belfiore per il decennale della Italian Chef CHarity Night. Ai fornelli anche due chef rifugiati, da Siria e Afghanistan

A Casa Santoni nasce “Il Salotto”: domenica a Chianciano libri, musica e pici

Domenica 6 settembre Casa Santoni, a Chianciano Terme, inaugura “Il Salotto di Casa Santoni”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicato a libri, musica, incontri e protagonisti del territorio. Il primo evento si intitola “Visioni a km zero” ed è...