La “Osteria del Teatro” dello chef cortonese Emiliano Rossi è uno degli esempi più riusciti di ristorante tipico toscano in grado di unire la tradizione di una cucina gustosa e genuina a una tecnica raffinata

Ubicata nel cuore di Cortona, all’interno di un palazzo del 1500 restaurato con estrema cura per mantenere le caratteristiche originali in ambito architettonico e in quello dell’arredamento, la “Osteria del Teatro” si compone di tre differenti ambienti in grado di ospitare in modo elegante ed esclusivo il cliente. Il primo, dai tratti tipici delle antiche osterie toscane, il secondo, caratterizzato da un’atmosfera più conviviale, il terzo arricchito da preziosi affreschi che lo rendono intimo e romantico.

“Ero un ragazzino quando mi misi davanti ai fornelli  ricorda Emiliano Rossiavevo da poco compiuto 21 anni e ancora oggi mi chiedo cosa mi passasse per la mente ad aprire un ristorante tutto mio assumendomi responsabilità forse più grandi di me. Solo la passione per la cucina mi ha aiutato e spronato verso questa avventura nella quale ho ancora tanta energia da spendere insieme alla mia compagna di vita Ylenia”.

In merito a questa ‘nuova ondata’ Covid 19 Emiliano prosegue: “Sono tanti gli interrogativi che si pongono nuovamente a noi ristoratori, agli addetti ai lavori e ai clienti  in questa nuova fase del Covid 19, ma l’ottimismo, nonostante i tanti problemi che coinvolgono il nostro settore, dovrà essere ancora una volta il modo migliore per uscire da questa imprevista ed improvvisa nuova situazione. Anche se sarà molto difficile”. Sulle sue nuove proposte culinarie lo chef conclude: “Dobbiamo pensare ad una semplificazione dei piatti senza perdere, comunque, il piacere del gusto e della scoperta di nuove proposte”.

Queste alcune delle proposte must nella carta della “Osteria del Teatro”: Scrigno di Chianina agli aromi mediterranei con pinzimonio, Gnocchi ripieni di pecorino di Pienza e prosciutto del Casentino, Baccalà grogiato su passata di ceci con capperi e acciughe, Crepes con pere e castagne su salsa di vin brulè. A completare il tutto, un’interessante carta dei vini e tanta cordialità per una piacevole sosta golosa in un immaginario teatro.

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Claudio Zeni
Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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