Nell’incantevole Rocca d’Orcia l’Osteria Perillà è il luogo in cui lo chef Marcello Corrado porta avanti il suo stile di cucina legato al territorio

osteria perillà marcello corrado

«Perchè cucini?». «Perché è il lavoro più bello del mondo!» risponde senza esitazione Marcello Corrado, chef del ristorante Osteria Perillà di Rocca d’Orcia, una stella Michelin. Se poi cucini in un territorio, la Val d’Orcia, classificato dall’Unesco patrimonio Mondiale dell’Umanità, credo che sia una delle massime ispirazioni per qualsiasi chef.

Rocca d’Orcia è un delizioso borgo medioevale in terra di Siena dove in una singolare piazza, con al centro un’antica cisterna, apre le sue porte l’Osteria Perillà, una “osteria moderna” voluta dall’ingegnere Pasquale Forte, titolare dell’azienda agricola biologica e biodinamica Podere Forte.

osteria perillà marcello corrado

È in questa accogliente location – oggetto di una ristrutturazione eseguita all’inizio del 2017, in una sala impreziosita da opere d’arte da cui si può godere di una piacevole vista su un caratteristico scorcio del borgo – che lo chef Marcello Corrado, con il suo sous chef Leonardo De Leo e una brigata di sala, professionale e cordiale, coordinata dal maitre Pasquale Acatullo, con Elisa, Francesca e Stefano, propone una cucina che racconta il territorio, senza voli pindarici ma con accostamenti studiati che deliziano le papille gustative dei gourmand terzo millennio.

Il diapason, grazie alla vibrazione del LA, regola e crea il perfetto accordo tra gli strumenti musicali. La stessa armonia risuona negli accostamenti tra i cibi dello chef Corrado e i vini del Podere Forte di Rocca d’Orcia dove Q, come Qualità e Q come Qui, è il simbolo nel menu dell’Osteria Perillà, che identifica le primizie di stagione, i prodotti dell’allevamento, i frutti della terra, l’olio extravergine  e i vini pregiati dell’azienda senese. I piatti di Corrado, caratterizzati da creatività e ricerca, accompagnano l’ospite in un percorso gastronomico basato sul profondo rispetto della materia prima e della stagionalità e sul connubio fra contemporaneità e conoscenza del territorio.

Dell’attuale menù lo chef consiglia l’assaggio dell’Uovo morbido di gallina valdarnese Podere Forte, patate e caviale al tartufo, il Risotto con peperone, limone salato e lievito arrostito, il Capriolo arrosto, porro, birra, soia e spinacino al miso e per dessert Avocado, cioccolato bianco, yogurt arachidi e pepe Timut (foto in alto).

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Chef istintivo tiene a precisare che tradizione e territorio vanno interpretate utilizzando la tecnologia per la valorizzazione dei loro prodotti, mentre per quanto concerne il suo obiettivo futuro Corrado conclude: «Il mio obiettivo e quello dell’Osteria Perillà è di conquistare la seconda stella Michelin».

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Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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