lunedì 26 Ottobre 2026
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Anche la panzanella ha il suo “Palio” (30 luglio), nel cuore della patria del Brunello

Alla Fattoria dei Barbi nel cuore di Montalcino, patria del Brunello, va in scena il 30 luglio la prima disfida della panzanella, il tradizionale piatto estivo toscano che la leggenda vuole inventato proprio dal Beato Giovanni Colombini: il concorso gastronomico Beata Panzanella invita tutti gli appassionati a presentare la propria interpretazione del piatto

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Celebrare uno dei piatti estivi più tradizionali della Toscana, la panzanella. e al contempo ricordare l’illustre antenato che – secondo la leggenda – ne fu l’inventore, il Beato Giovanni. Alla Fattoria dei Barbi della famiglia Colombini (nel cuore di Montalcino, patria del celebre Brunello), va in scena domenica 30 luglio la prima disfida della panzanella. Il concorso gastronomico dal titolo Beata Panzanella invita tutti gli appassionati a presentare la propria interpretazione del piatto.

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Non a caso, i Colombini sono la più antica famiglia documentata a Montalcino: nel 1352 Tommaso costruì il Castello di Poggio alle Mura e dopo pochi anni il Beato Giovanni predicò nella chiesa di S. Agostino. Per ricordare sei secoli e mezzo di matrimonio con questa terra, la casata celebra la Festa del loro Beato domenica 30 e lunedì 31 luglio, aprendo gratuitamente gli spazi storici delle cantine di invecchiamento e i giardini privati a tutti i visitatori.

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Sono previste visite guidate con racconti, aneddoti e curiosità. Inoltre, sia domenica che lunedì si potrà mangiare alla Taverna dei Barbi al prezzo fisso di 29 euro con uno speciale menù medievale ispirato ai tempi in cui visse il Beato, ma ci saranno anche tanti piccoli assaggi gratuiti di vini, salumi e formaggi della Fattoria. E poi – soprattutto – la prima disfida della panzanella.

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Chiunque può partecipare alla disfida, purché non sia un professionista della ristorazione e abbia voglia di divertirsi. Semplice la formula: basta iscriversi (è gratuito) scrivendo a info@fattoriadeibarbi.it  o telefonando allo 0577 841111 [sabato e domenica 0577 841205], preparare una panzanella per almeno 6 persone secondo la propria interpretazione, allegando la ricetta e indicando ingredienti, quantità, modi esecuzione e quant’altro ritenuto importante, e portarla entro le 10.30 del 30 luglio alla Fattoria dei Barbi in Località Podernovi 170 a Montalcino. Una giuria di giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori la assaggerà in modo anonimo, stabilendo quale sia la migliore. Ma anche il pubblico potrà assaggiare e dire sua. In palio per chi salirà sul podio bottiglie di Brunello della Fattoria dei Barbi.

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In fondo, nel tempo la panzanella ha saputo evolversi in ogni casa secondo la personalità di chi la prepara e gli ingredienti a disposizione. Esistono i puristi della panzanella e chi invece non può concepirla se non arricchita di ogni ben di Dio. “Erano gli anni tremendi di metà Trecento – spiega Stefano Cinelli Colombini, ricordando le origini della panzanella – subito dopo la Peste Nera. Le campagne erano devastate, la gente era stremata. Il Beato Giovanni Colombini guidava una torma di miseri di città in città, affidandosi alla carità per sfamarli. Ma c’era troppo poco e nulla da donare, così Pienza gli chiuse le porte. Il Beato aveva solo due croste di pane per una moltitudine ormai priva di speranza. Con quel poco non poteva far nulla, così alzò gli occhi al cielo e pianse. Le lacrime salarono il pane e, miracolo, un olivo bruciato produsse nuovi frutti. Anche la terra improvvisamente verdeggiò di ortaggi. Il Beato ringraziò il Signore e con le mani spremette le olive traendone l’olio. Con quello condì il pane e gli ortaggi e per almeno una notte sfamò i bisognosi. Fu un miracolo di pietà e i nostri tempi disincantati non credono più a queste belle storie. Prendetelo allora come un gioco e godetevi la buona panzanella, creata dal mio avo Giovanni per amore di chi non aveva nulla”.

Ecco la locandina dell’iniziativa.

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