lunedì 26 Ottobre 2026
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Debutta Passbot: al ristorante si ordina (e si paga) con la chat di Messenger

Il ristorante fiorentino Fratelli Cuore è il primo ristorante italiano ad aver adottato Passbot, il sistema di una start-up piemontese che utilizza la chat di Messenger per le ordinazioni. Ecco come funziona

debutta passbot chat messenger

Addio lunghe attese al tavolo del ristorante per ordinare, chiedere una bottiglia d’acqua oppure vedersi portare il conto al termine della cena. Per eliminare questi “tempi morti” e snellire il servizio di camerieri e cucina è nato Passbot, un sistema di ordinazioni online che utilizza la chat Messenger di Facebook, ormai presente su tutti gli smartphone. Il sistema è stato rodato al “Nettuno” di Rapallo ma il primo vero ristorante italiano ad averlo adottato è Fratelli Cuore di Pasquale Caprarella, alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. Oltre ad esserne fruitore, il titolare è anche rivenditore esclusivo della piattaforma per la Toscana, con l’obiettivo di portare Passbot nei prossimi mesi in almeno 5 ristoranti per ogni capoluogo di provincia, e di battere a tappeto gli stabilimenti della Versilia in vista dell’estate 2018. In fondo il sistema, oltre che per i ristoranti, dà il meglio di sé con gli stabilimenti balneari dove il contesto rende spesso il rapporto tra cameriere e cliente tutt’altro che immediato.

debutta passbot chat messenger

Ma come funziona? È presto detto: appena il cliente arriva al tavolo, il cameriere fornisce un codice d’accesso di 6 cifre attraverso cui si può visionare il menù (che pure non scomparirà dai tavoli) e scegliere con un clic non solo il piatto, ma anche segnalare eventuali modifiche o intolleranze. La comanda viene stampata direttamente in cucina, e in pochi minuti il piatto è servito. Allo stesso modo, con un clic si può chiamare al tavolo un cameriere e addirittura chiedergli direttamente ciò di cui si ha bisogno. Invece di sperare di incrociare lo sguardo di un cameriere o di sbracciarsi per farsi notare, insomma, basterà scrivere sulla chat “Mi porta una birra chiara?” e il messaggio arriva a destinazione. Oggi si può anche chiedere il conto via chat, ma entro breve sarà possibile pagarlo direttamente via cellulare, con PayPal o carta di credito.

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L’idea di Passbot – che necessita solo di un ristorante dove il cellulare abbia campo – è dell’imprenditore informatico Claudio Gioiosa, titolare della Archynet ed è stato sviluppato da Order Concept. Rispetto alle app che consentono di prenotare tavoli o pietanze prima dell’arrivo al ristorante, Passbot non richiede di scaricare un’app ma utilizza una chat usata da quasi un miliardo di persone nel mondo, e non necessariamente da chi usa Facebook. I costi? Tra 1000 e 1500 euro di fee iniziale, più un canone mensile variabile in base alla complessità di ciò che si vuol proporre.

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Il prossimo step sarà migliorare il riconoscimento delle parole e far sì che basti scrivere ciò che si desidera mangiare, anche senza dover scorrere il menù. Il rovescio della medaglia, fisiologico, è che –una volta che Passbot sarà a regime, con una buona percentuale di fruitori sul totale dei coperti – il risparmio di tempo per chi utilizza questa tecnologia rischia di tradursi in un allungamento dei tempi per chi invece non ha dimestichezza con la tecnologia. Questi rischiano infatti di vedersi passare avanti le ordinazioni digitali, a meno che non ci sia un cameriere (e l’innovazione consente loro di avere più tempo libero proprio per questo) pronto a intercettarne i bisogni.

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Il vero valore aggiunto di Passbot, a mio giudizio, sta nella possibilità di ordinare piatti via via che la cena prosegue, con la conseguente eliminazione degli sprechi dovuti al fatto che magari a inizio cena si ordina qualcosa che poi non si ha più voglia di mangiare. Addio, quindi, ai “sensi di colpa” che spingono a dover mangiare per forza qualcosa che si è già pagato, perché ormai ordinato, e che arriva al tavolo quando si è già sazi. In chiave di lotta agli sprechi, è un grande passo avanti.

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