La Vernaccia di Cannara, un vino passito made in Umbria, è stato riportato in auge dalla cantina Di Filippo dopo che per anni ha vissuto all’ombra del Sagrantino passito

Vernaccia di Cannara

In Umbria non esiste solo il Sagrantino Passito: per la Vernaccia di Cannara, prodotta anch’essa con appassimento delle uve e per anni dimenticata, si sta infatti finalmente scrivendo una nuova storia. Da non perdere quella di cantina Di Filippo. Cannara è un piccolo Comune in provincia di Perugia, noto soprattutto per la sua cipolla, utilizzata in passato anche per la tintura delle stoffe. Pochi sanno però che Cannara e il suo territorio sono da sempre votati anche alla vinificazione dell’autoctono cornetta, vitigno alla base della produzione della Vernaccia di Cannara.

Vernaccia di Cannara

Vino passito, prodotto tradizionalmente in inverno – il nome deriva, infatti, dal latino vernum (inverno) – la Vernaccia ha alle spalle una storia secolare e, in passato, la sua grande fama l’ha persino portato ad esser citato da Dante nel Purgatorio. Nel secolo scorso, però, la coltivazione della varietà cornetta è drasticamente diminuita, a favore di altre uve, e di conseguenza la produzione della Vernaccia di Cannara è via via venuta meno. Recentemente alcuni produttori l’hanno però riportata in auge, riscoprendo anche il tradizionale appassimento delle uve sui graticci.

A partire dalla vendemmia 2009, alla Vernaccia è stata riconosciuta la denominazione Colli Martani Vernaccia DOC, ma solo quella vinificata nel comune di Cannara può fregiarsi del riferimento geografico “Cannara”; inoltre, il disciplinare prevede l’impiego della varietà cornetta per almeno l’85% dell’uvaggio e il ricorso, per la restante parte, ad altre uve a bacca rossa coltivate nei comuni della DOC Colli Martani.

La Di Filippo, tra le poche cantine che oggi possono vantare la produzione della Vernaccia di Cannara, è un’azienda vitivinicola di circa 30 ettari, a conduzione biologica, che punta costantemente a ridurre l’impatto ambientale; la pulizia dei vigneti è infatti affidata alle oche che, al contempo, arricchiscono il suolo di deiezioni, mentre per il lavoro in vigna si fa ricorso ai cavalli.

Vernaccia di Cannara

La Vernaccia di Cannara della cantina Di Filippo è prodotta esclusivamente con uve della varietà cornetta, lasciate appassire per circa 2 mesi; dallo spiccato colore rubino, è un vino dai profumi decisi, in cui a prevalere sono la frutta secca, i frutti rossi maturi e gli accenti balsamici. La dolcezza ovviamente non manca, ma non è tutto: la spinta acida è, infatti, piacevolissima, così come la compostezza dei tannini.

Vernaccia di Cannara

La Vernaccia, che tradizionalmente veniva imbottigliata in occasione della Pasqua, è tutt’ora un vino che si accompagna, soprattutto, alle tipicità gastronomiche pasquali, dalla pizza di formaggio ai roccetti, una sorta di taralli dolci, con anice ed uva passa che, una volta cotti, si inzuppano nel bicchiere di Vernaccia.

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"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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