venerdì 11 Settembre 2026
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Pizza, il festival delle polemiche: qualche retroscena in ordine sparso

Dalle regole d'ingaggio delle pizzerie fino al connubio tra alcuni dei locali e media partner, ecco una serie di retroscena legati a "Pitti Pizza & Friends", nel weekend al piazzale Michelangelo

È l’argomento più di tendenza a Firenze, non solo tra gli appassionati dell’arte bianca e non certo per la valenza dell’evento tout court: il festival della pizza “Pitti Pizza & Friends” sta facendo parlare di sé soprattutto per le polemiche legate all’uso del piazzale Michalengelo e alla sua valenza come “attività culturale” che le è valso l’abbattimento dell’80% della tassa sull’occupazione del suolo pubblica da parte del Comune di Firenze. Ne abbiamo scritto qui in un recente editoriale, spiegando perché forse Firenze non ha bisogno di questo modello di promozione, ma facendo un po’ di ricerche abbiamo scoperto alcuni interessanti retroscena.

In primis, ci ha colpito l’assenza dei maggiori pizzaioli fiorentini, quelli che da anni sono considerati ai vertici del settore: l’elenco delle pizzerie partecipanti non comprende personaggi del calibro di Marco Manzi, Giovanni Santarpia, Mario Cipriano o Romualdo Rizzuti, giusto per voler restare entro i confini della città. Ci siamo chiesti il motivo, approfondendo i criteri con cui gli organizzatori di “Pitti Pizza & Friends” hanno tentato qualche approccio con alcuni di essi, ma senza successo. A frenare chi non ha accettato è il fatto che ogni pizzeria avrebbe dovuto fornire gratuitamente il personale e le materie prime in cambio di mera visibilità, senza alcuna percentuale sull’incasso.

Ecco quindi che Firenze esprime tre pizzerie: da un lato Sophia Loren, la cui proprietà è campana come gli organizzatori di “Pitti Pizza & Friends” (a proposito, ancora non è chiaro il reale senso della scelta di quel riferimento a Pitti, se non quello di cavalcare l’onda lunga del termine usato per definire il Salone della moda maschile in scena ogni sei mesi alla Fortezza da Basso) e dall’altro – almeno a quanto risulta dal sito dell’evento – il Caffè Bellini dal 1895 in piazza Pitti di cui però non c’è traccia di pizza in ogni ricerca online sulle principali piattaforme (da The Fork a Quandoo) e quando c’è le foto parlano da sé (qui e qui). C’è poi l’Antica Pizzeria Reginè in via Mazzetta, a due passi da Santo Spirito. Perché?

Foto tratta da Restaurant Guru

Sarà un caso, magari dovuto alla vicinanza con l’altra pizzeria in Oltrarno? Forse, ma di certo colpisce il fatto che il proprietario dell’Antica Pizzerie Reginè sia il fratello di Pippo Pelo, all’anagrafe Cesare Falcone, noto conduttore radiofonico salernitano e “anima” di Kiss Kiss Radio. E qual è la radio sponsor dell’evento al piazzale Michelangelo? Proprio Kiss Kiss, ça va sans dire. Tutto legittimo, per carità. Ma l’impressione è che la valorizzazione di Firenze e delle sue tradizioni, su cui era stata mediaticamente montata tutta la baracca, sia davvero l’ultimo degli obiettivi.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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