Dopo la chiusura di Essenziale e il divorzio tra Pasquale Naccari e Mario Cipriano, l’inizio d’autunno fa registrate un’altra novità, per quanto triste: il 30 settembre le porte del Ventuno Bistrot si apriranno per l’ultima volta. Sono gli stessi protagonisti – il titolare fiorentino Simone Gori, e i due dipendenti: il salernitano Vincenzo Luordo e il napoletano Salvatore De Laurentiis – ad affidare a un post su Instagram il messaggio di commiato dalla clientela: “È stata una meravigliosa avventura condividere con voi questi anni, pieni di momenti indimenticabili e sapori che ci hanno unito. Abbiamo attraversato insieme sfide immense come la pandemia e i tempi incerti che il mondo ci ha messo davanti. Ma, nonostante tutto, abbiamo sempre trovato la forza per andare avanti, grazie anche al vostro supporto e alla vostra presenza”.

Poi l’annuncio: “Ora è giunto il momento di chiudere questo capitolo, non con tristezza, ma con gratitudine per ogni sorriso, ogni brindisi e ogni piatto condiviso. I giorni che ci separano dalla chiusura vogliamo viverli con spensieratezza, perchè questa chiusura ci apre a nuove opportunità che, senza questa esperienza, forse non avremmo mai colto. Ma prima di salutarci definitivamente, ci piacerebbe vedervi ancora una volta, o magari una prima volta. Vi invitiamo quindi a passare, per un ultimo piatto o anche solo per un saluto”.

Il motivo della chiusura? Da un lato, con la scadenza del contratto di locazione i soci non hanno trovato l’accordo con la proprietà del fondo per il rinnovo; dall’altro, ciò è servito un po’ da casus belli per chiudere un capitolo con una riflessione, in linea con il dibattito sulla crisi generalizzata del fine dining. “Ci siamo resi conto – spiega Simone Gori – che è finito il tempo di una certa ristorazione, di un modello di business giocato più sulla narrazione che sulla sostanza”.

