giovedì 10 Settembre 2026
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Non solo cucina: 5 ristoranti toscani simili a gallerie d’arte

Non solo buona cucina: alcuni ristoranti toscani offrono esperienze multisensoriali grazie alle opere d'arte appese alle pareti. Ecco quali

Che anche al ristorante l’occhio voglia la sua parte è una considerazione ormai ampiamente sedimentata, e ciò vale sia per il fine dining che per tutte quelle nicchie – dalle trattorie alla ristorazione d’hotel fino ai bistrot, i locali di cucina internazionale e le pizzerie – toccate dalla contemporanea necessità di portare in tavola piatti instagrammabili. Non mancano però i casi in cui la cura dell’immagine non è limitata solo alle pietanze in sé ma viene riservata all’ambiente e al contesto di riferimento, soprattutto quando un simile valore aggiunto non può essere ricercato nella bellezza del panorama esterno o nel particolare pregio storico-architettonico delle sale.

A spingere un ristorante a cercare il modo di aumentare il proprio livello estetico sono diversi motivi, dalla già citata ricerca di instagrammabilità alla ben più nobile passione del ristoratore per l’arte, sia contemporanea che classica (come a Palazzo Utini, a Noceto). E se è vero che in passato proprio le pareti dei ristoranti hanno fatto la fortuna di artisti poi diventati immortali, dando loro un primo palcoscenico di fortuna in attesa che la critica aprisse le porte dei musei, lo è altrettanto che in tempi più recenti questi spazi sono stati appannaggio soprattutto di talenti emergenti e artisti di respiro locale. Tra i quali, chissà, statisticamente si potrà pur trovare un “diamante grezzo” in mezzo a tanti speranzosi Carneade.

Dal momento che la Toscana è una regione storicamente piuttosto vicina al mondo dell’arte, così come a quello della buona cucina, vogliamo celebrare il connubio tra questi due mondi con una selezione di ristoranti particolarmente vocati all’arte contemporanea, in cui l’esperienza gastronomica e quella culturale sono affini e tra loro ben equilibrate, al punto da non allontanarsi poi troppo dall’idea di una galleria d’arte con cucina.

Atman – Vinci (Firenze)

Ne avevamo parlato poco tempo fa, raccontando la nuova location del ristorante stellato di Marco Cahssai. Al di là della cucina di Atman, infatti, ciò che meglio tratteggia e definisce il passaggio del locale dalla tradizione alla contemporaneità non si trova nel piatto bensì alle pareti e nell’aria. Sia il ristorante gourmet che la locanda Utroneo, infatti, sono impreziositi da opere d’arte contemporanea, con un’attenzione spiccata all’avanguardia. Se nell’aria risuonano infatti le arie più celebri della lirica italiana, a contrastare classico e moderno ci pensano le opere di artisti locali – come la londinese trapiantata a Pescia Jannina Veit Teuten – o di fama internazionale come Nathan Pomodoro, Kelly Borsheim, Adochi, Man Ray, Kumiko Suzuki o talenti come Joakim Bernardo e Nunzio Gorza.

Golden View – Firenze

Grazie alle ampie vetrate che affacciano su un panorama in grado di cogliere nello stesso sguardo Ponte Vecchio, il Corridoio vasariano e la Torre di Arnolfo, il Golden View è con tutta probabilità il ristorante con la vista più mozzafiato del capoluogo toscano. Eppure non è solo nella bellezza del contesto dell’Oltrarno fiorentino, che vanno ricercati il valore e il coefficiente d’innovazione del locale: da un anno il proprietario Tommaso Grasso ha affidato il timone della cucina allo chef napoletano Andrea Candito, formatosi con Entiana Osmenzeza e in realtà stellate come “Il Pellicano” a Porto Ercole e alla corte di Gaetano Trovato da “Arnolfo” a Colle Val d’Elsa.

Se la cucina di Andrea Candito è nutrimento per il corpo, così come quello del maestro panificatore Gennaro Ruggeri all’adiacente Forneria, il lavoro portato avanti al Golden View dal proprietario Tommaso Grasso guarda invece al nutrimento dello spirito: le pareti del ristorante sono tempestate da opere d’arte contemporanea, e periodicamente la struttura ospita mostre di autori di caratura mondiale, con l’obiettivo di far dialogare a più livelli la cucina col mondo dell’arte, da Mladen Karan a Sandro Chia, da Luca Alinari a Paolo Staccioli, da Giovanni Maranghi a Sauro Cavallini fino a Jack Vettriano.

L’ultima mostra in ordine di tempo (fino al 14 novembre 2024) è “Disclosures”, con le opere dell’artista scozzese Grace Lambert-Phillips, e a cura di Thierry Morel. Si tratta di una mostra evocativa che presenta sei straordinarie fotografie in bianco e nero della fotografa scozzese, ma l’esposizione include anche un’introduzione al suo progetto Grand Tour, insieme a una speciale esposizione di dipinti originali di Jack Vettriano, direttamente dallo studio dell’artista, tra cui un ritratto di Grace, sua musa ispiratrice. L’esposizione, fortemente voluta da Tommaso Grasso proprietario del Golden View, è il primo di una serie di appuntamenti, pensati per lanciare una nuova chiave di interpretazione degli spazi dove creare una commistione fra arte, cultura e buon cibo.

La Sosta del Cavaliere – Sovicille (Siena)

Adagiato ai piedi dell’antico borgo medievale di Torri di Sovicille, vicino Siena, si trova La Sosta del Cavaliere, un ristorante che cattura perfettamente il fascino della campagna senese. Ospitato in un vecchio fienile restaurato, progettato in uno stile minimalista ed elegante e circondato da vigneti e campi di grano, questo gioiello offre un’esperienza visiva senza eguali: se attraverso le sue finestre si possono intravedere le iconiche torri di Siena, all’interno è arricchito con le opere di Elisa Bigio e Giada Varricchio, non distanti dall’esclusiva esposizione dei vini pregiati. A scegliere le artiste sono stati lo chef e proprietario Leonardo Fiorenzani e la compagna Michela Bigio.

Picteau Bistrot & Bar – Firenze

Il Picteau Bistrot & Bar ha una duplice anima: da un lato un cocktail bar con il menu firmato dai talentuosi giovani barman Marco Colonnelli e Vincenzo Civita, dall’altro il bistrot con un menu firmato dallo stellato Claudio Mengoni con gustosi piatti di cucina mediterranea. Gli ambienti sono molto suggestivi, dato l’affaccio diretto sulle acque dell’Arno, proprio come si fosse all’interno di un’elegante imbarcazione e sono firmati dall’architetto Michele Bonan, come tutte le proprietà della Lungarno Collection.

Protagonista assoluta, oltre all’impareggiabile vista su Ponte Vecchio è sicuramente l’arte, di cui l’hotel può vantare una sorprendente collezione di circa 450 opere, tutte del ‘900. Il locale deve infatti il suo nome all’incontro di due magistrali artisti: Pablo Picasso, cha dà il benvenuto agli ospiti e spicca sul caminetto in fondo alla sala con un ritratto del ’52 e il suo amico inseparabile, compagno di scorribande – spesso accompagnate da ingenti quantità di alcol – Jean Cocteau, che trova spazio proprio all’ingresso con una meravigliosa selezione di 4 opere (L’Homme, Dialogo, Minotauro, Profilo tutte datate 1961, realizzate con matite colorate su carta, 65×51 cm) che ritraggono uno dei soggetti da entrambi molto amati: il Minotauro.

La Leggenda dei Frati – Firenze

Il ristorante di Filippo Saporito, lungo Costa San Giorgio, non offre soltanto uno dei panorami più esclusivi di Firenze, dall’alto della collina sormontata dal Forte Belvedere. Anche all’interno, le pareti del locale sono punteggiate da opere d’arte contemporanea che cambiano periodicamente. Non solo quadri, comunque, ma anche installazioni tout court: una delle più recenti è “Arte in transumanza“, la mostra itinerante legata a Forme d’Arte di Paolo Piacenti, in cui una serie di artisti (le cui opere impreziosiscono i formaggi dell’affinatore toscano) si raccontano attraverso un supporto pittorico del tutto particolare, le sagome di pecore che costituiscono una sorta di gregge artistico in movimento.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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