Lo chef della Vetreria e quello di Element si sono “sfidati” a colpi di Dim Sum, i tradizionali ravioli della cucina asiatica nella versione ortodossa e nella variante all’italiana. Ecco com’è andata

Nelle notti di mezza estate, ci si può inventare qualcosa di inusuale per mettere alla prova chef di talento e giocare con le tradizioni culinarie. E’ accaduto pochi giorni fa sulla terrazza segreta del Panorama Restaurant (Hotel La Scaletta), a Firenze, dove si sono ritrovati lo chef Salvo Pellegriti e il suo collega Kin Cheung. Il primo, siciliano di origine ma globetrotter per inclinazione, lavora alla Vetreria; il secondo, nativo di Hong Kong e considerato uno dei maggiori interpreti della cucina cantonese in Italia, opera da Element Firenze.

dim sum

Per una sera i due chef si sono sfidati a colpi di Dim Sum, i tradizionali ravioli della cucina asiatica in generale e cinese in particolare. Per Kin Cheung la scelta è caduta su versioni più tradizionali, seppur rivisitate da ingredienti vicini alla cucina occidentale; Salvo Pellegriti ha invece preferito giocarsi i “cavalli di razza” della cucina italiana, ossia piatti come la lasagna, la amatriciana e la cacio & pepe (foto in alto), ovviamente in guisa di Dim Sum.

Al confronto, accompagnato dai vini biodinamici del Podere Casaccia di Scandicci, hanno assistito una ventina tra giornalisti, blogger, addetti ai lavori, e – nella miglior tradizione di questo genere di duelli – sembra che la tenzone si sia risolta con un pareggio. Anche perché l’ultimo piatto della serata è stato un mash-up realizzato a quattro mani da Salvo Pellegriti e Kin Cheung: un Bao al te verde al vapore e poi grigliato con anguilla a cottura lenta e salsa di senape.

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E dire che il confronto tra Dim Sum all’italiana e alla cantonese era iniziano con l’Hargao al tartufo nero (Ravioli di Tartufo nero al vapore con gamberi) di Kin Cheung, seguito dalla Lasagna Dim Sum di Salvo Pellegriti.

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Il secondo round ha visto opposti gli Shaomai con foie gras  (Raviolo aperto cotto al vapore con pollo funghi e gamberi) di Kin Cheung – nella foto in alto – all’Amatriciana Dim Sum di Salvo Pellegriti.

Ultima sfida della serata, quella che ha visto i Ngapgao con porri piccanti (Ravioli al ragù di anatra piccante) dello chef di Element – foto in alto – a confronto con la Cacio & Pepe Dim Sum dello chef della Vetreria.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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