Ebbene si, ci si può concedere di mangiare bene anche mentre si cerca l’automiglioramento. Scordate insalate i piatti sconditi, anche le terme ora sono gourmet, e propongono cucina a KM0

Accostando due concetti come l’alimentazione e la salute, spesso vengono in mente pensieri tutt’altro che felici: brodini senza sale, semolini, oppure diete strette a base di yougurt magri e sedani bolliti. Eppure non è sempre così, anzi, eseste un villaggio termale sugli appennini tosco emiliani dove non si va solo per il benessere esteriore, ma anche per godere dei piaceri della tavola.

Qui la cucina è stata studiata per offrire piatti sani, ma al contempo gustosi, lavorando sopratutto sulle materie prime. Ma facciamo un passo per volt, e adiamo a scoprire di più su questa località nascosta tra i monti:

il Villaggio della Salute Più

il Villaggio della Salute Più, tra Castel San Pietro Terme e Monterenzio (BO), è un immenso anfiteatro che ospita una natura variegata tra colline e boschi, laghi e pianori, coltivazioni biologiche e sorgenti termali: una biodiversità percepibile che rende il Villaggio una realtà unica. L’Unione Europea ha riconosciuto questo territorio come SIC – Sito di Interesse Comunitario IT4050011 per la sua naturalità, mentre la certificazione ambientale UNI ISO 140001 testimonia la conservazione dell’ambiente e della biodiversità a tutela del benessere. Nato nel 1992 ha da allora deciso di coltivare tutti i terreni circostanti (più di mille ettari tra coltivazioni, pascoli e vigle) in biologico, ed essendo un Agriturismo la maggior parte di queste delizie sono destinate proprio alle tavole del Villaggio.

La versione dei passatelli del Sillaro

All’interno della struttura sorgono due ristoranti. Il primo, chiamati “Il Ristorante Sillaro” è ospitato in un palazzo del ‘700 e offre una cucina tradizionale basata su una cucina locale, (a volte rivisitata in chiave moderna come ad esempio nei passatelli), biologica e di stagione. Alla base di ques’offerta c’è la ricerca sulla materia prima, come ad esempio carni di produzione propria, pane e pasta fresca fatti in casa.

Anche l’offerta di bevande è di chiave squisitamente autarchica, come ad esempio il vino biologico Pignoletto e Sangiovese Colli d’Imola d.o.c., oppure la particolare Birra Monti creata con l’aggiunta di acqua termale che ne arricchisce il contenute di sali minerali.

Il secondo ristorante invece, ovvero il “Ristorante Panoramico”, completamente rinnovato un anno fa e collegato alle terme da un corridoio vetrato riscaldato. Qui troviamo un ‘offerta più informale ma altrettanto interessante. Tra le proposte gastronomiche da provare, la nuova gustosa Pizza all’acqua termale e i Taglieri del Villaggio a base di salumi del territorio, formaggi e tigelle.

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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