Dalle istituzioni alle associazioni di categoria, fino a chi usa i social nel settore del food. In maniera trasversale, il reel di ItalyFoodPorn e della pasticceria Cesare – in cui si promuove una formula ‘all you can spritz’ con bevute illimitate a 15 euro, con buona pace del bere responsabile – sta raccogliendo la contrarietà di un campo piuttosto vasto, a riprova del fatto che non si tratta di una presa di posizione della nostra testata (né di quanti hanno palesato il proprio sdegno sui commenti del reel) contro il fenomeno dei food influencer o di una crociata contro la pagina in sé.

“Questo video sui social – tuona l’assessore al Commercio Giovanni Bettarini – è una vergogna: non ho altre parole per descrivere chi si presta a promuovere alcol a fiumi a prezzi bassissimi. E’ una pratica così pericolosa per i giovani che mi lascia senza parole. Nel centro storico siamo riusciti a bloccare gli alcol tour o i pub crawl di promozione e vendita di alcol a prezzi bassissimi grazie al Regolamento Unesco. Lavoreremo per trovare il modo di inserire nel regolamento di polizia urbana un analogo divieto sull’alcol anche nel resto della città”.

Dello stesso tenore la posizione di Franco Brogi, presidente fiorentino e regionale di Fiepet Confesercenti: “Quello spot – esordisce – è orribile e racchiude tutto ciò contro cui abbiamo combattuto, lavorando per crearci una credibilità di operatori seri e competenti. Anche grazie alle nostre battaglie e ai soldi investiti in campagne per la sicurezza la situazione a Firenze è migliorata, rispetto a qualche anno fa. C’è voluto del tempo, per attenuare la percezione dei bar come luoghi di somministrazione in massa di alcolici. Vedere che una pasticceria invece promuove alcolici illimitati ci lascia perplessi e arrabbiati, perché crea un danno a tutta la categoria degli esercizi pubblici, e in particolare a quelli che con l’alcol lavorano quotidianamente con senso di responsabilità. L’alcol va servito in maniera consapevole, combattendone gli abusi”.

“Quel video – incalza Aldo Cursano, presidente Fipe Confcommercio – è un brutto incentivo all’eccesso, che oltre ad essere illegale (la promozione dell’abuso è vietato una delibera del Comune di Firenze, ndr) aiuta i giovani ad abusare di alcolici. C’è un principio di fondo che va rispettato: i pubblici esercizi devono essere luoghi della socialità, non degli eccessi. Prendiamo con forza le distanza da questa iniziativa, perché siamo da sempre per la responsabilizzazione del pubblico: chi sfrutta le debolezze dei giovani per fare business, ci troverà sempre contrari. Non considero colleghi chi porta avanti questo genere di iniziative”.

“Secondo i dati del ministero della Salute – fa eco Guido Mori, presidente della Università della Cucina e personaggio a sua volta piuttosto attivo sui social – in Italia muoiono 48 persone al giorno di alcol, 17mila l’anno. Chi pubblica questo genere di materiale andrebbe fermato, perché questa maniera di comunicare il mondo degli alcolici influenza il prossimo e ha delle ricadute sui comportamenti di tante persone, specie se hai una visibilità così ampia. Se fai l’influencer promuovendo comportamenti che sono palesemente pericolosi, rischi di creare un danno a chi ti segue”.

Intanto, a riprova di come il reel si sia accorto di aver trascurato la più elementare sensibilità in materia, già nel giro di qualche ora dallo scoppio delle polemiche è stata modificata la caption su Instagram, che adesso riporta in bella vista una dicitura più consona. Allo stesso modo, adesso appaiono gli hashtag “video ironico” e “bevi responsabilmente”. Ma gli screenshot restano, così come quelli di chi sui social ha preferito portare la vicenda su toni personali trascendendo in insulti e illazioni che a loro volta verranno messi all’attenzione delle autorità competenti.

