Architettura, moda e cultura vinicola: viaggio alla scoperta delle più affascinanti cantine dell’Umbria – Tenuta Castelbuono, Roccafiore e Le Corgne – legate all’arte da un fil rouge

Vi sono in Umbria cantine di grande fascino, in cui si esalta il connubio vino-architettura, così come lo stretto rapporto della cultura vinicola con l’eco-design, l’arte contemporanea e la moda. Tre di queste sono Tenuta Castelbuono, Roccafiore e Le Corgne di Andrea Formilli Fendi.

tenuta castelbuono umbria

La famiglia Lunelli, forte di una consolidata esperienza enologica e dei successi conseguiti con il Trento DOC “Ferrari”, non ha mai smesso di investire nell’eccellenza vitivinicola. Negli ultimi quarant’anni, infatti, ha acquisito tre diverse cantine in altrettante regioni italiane, una delle quali è proprio Tenuta Castelbuono, posta tra i comuni di Bevagna e di Montefalco. A partire dal 2001, anno dell’acquisizione, tutte le energie della famiglia si sono concentrate sui vigneti – oggi convertiti al biologico -, sui nuovi impianti e sulla valorizzazione di quelli già esistenti. Poi, nel 2003, ha visto la luce il primo Montefalco Sagrantino DOCG della Tenuta e l’anno successivo il Montefalco Rosso DOC, ma si è anche resa necessaria la costruzione di una nuova cantina.

Tenuta Castelbuono umbria

È stato allora che, in virtù di un’amicizia di vecchia data con Arnaldo Pomodoro – che per la famiglia Lunelli aveva già realizzato “Centenarium”, una scultura tesa a omaggiare il secolo di storia delle Cantine Ferrari – si è pensato di proporre proprio a lui di realizzare la cantina. Arnaldo Pomodoro, fin da subito, ha immaginato un progetto volto ad armonizzarsi con la dolcezza delle colline umbre e a integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante: è nata così la grande cupola di rame – battezzata poi dallo stesso Pomodoro “Il Carapace” – costellata di crepe, a ricordare i solchi del terreno, oggi simbolo della Tenuta Castelbuono. “Il Carapace”, che ricorda per l’appunto una grande tartaruga, è stato inaugurato nel 2012, dopo ben sei anni di lavori. La struttura è emblema di stabilità e longevità, un’unione tra la terra e il cielo, nonché la prima scultura al mondo nella quale si vive e lavora. Si tratta di un’opera di chiara unicità, la cui eccezionalità è stata sottolineata dallo stesso Pomodoro: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto l’emozione di poter camminare, parlare e bere all’interno di una mia opera”.

Roccafiore, invece, di proprietà della famiglia Baccarelli, sorge sulle colline di Todi. La cantina, cui si aggiungono anche il Resort e la Spa, si integra armoniosamente nel paesaggio che le circonda. Infatti, nonostante la modernità delle forme e la scelta dei materiali – cemento, acciaio e vetro – l’edificio è ben incorniciato dal verde della campagna circostante ed è stato progettato per assecondare i ritmi della natura, in un’ottica di eco-sostenibilità e di energia a chilometro zero. Inoltre, da qualche anno, Roccafiore è diventato un luogo dove far incontrare cultura vitivinicola, arte e design. Grazie a un moderno mecenatismo, gli spazi comuni – dalla cantina, al Resort, passando anche per le vigne – sono disseminati di opere di artisti contemporanei ed è anche stata allestita una mostra permanente, “Scrigni d’autore”, che ospita opere – si tratti di sculture o di installazioni – realizzate a partire da cassette di legno destinate in origine alle bottiglie di vino.

Le Corgne, infine, realizzata a partire da una proprietà della famiglia Fendi a Valfabbrica (PG) e inaugurata come azienda vitivinicola nel 2013, è nata per volontà di Andrea Formilli Fendi. Puntando alla produzione di vino di qualità, si è scritta per la Tenuta, un “luogo del cuore” dove la famiglia Fendi aveva l’abitudine di ritrovarsi nelle occasioni speciali, una nuova storia.

Le Corgne, posta a 750 metri sul livello del mare, conta 35 ettari di proprietà – di cui 6 vitati – e nella sua ristrutturazione sono stati coinvolti tecnici, architetti e artisti, dando vita a un luogo dove vino, tecnologia e arte si compenetrano. Andrea Formilli Fendi ha, poi, una grande passione per l’arte contemporanea. Spinto, quindi, dal desiderio di unire all’esperienza della degustazione quella contemplativa, ha fatto della cantina
anche una sala espositiva, dove poter ammirare una selezione di opere della sua collezione privata.

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