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Toscana, al via il concorso per la miglior colomba artigianale

Fino a domenica 8 marzo i pasticceri toscani possono candidarsi al concorso professionale dedicato alla colomba artigianale. Il gran finale sarà il 18 marzo al Caffè Concerto Paszkowski di Firenze

Appena smaltiti i panettoni, dopo un breve interregno di chiacchiere e frittole, è già tempo di colomba artigianale, una di quelle presenze silenziose che sanno di laboratorio all’alba, di impasti accarezzati e di lievito madre trattato meglio di certi parenti stretti. Non è solo un dolce pasquale: è un atto di fede, e non solo per le radici cristiane. E proprio a chi quella fede la rinnova ogni giorno è dedicata la seconda edizione di “BONA – Concorso Colomba Artigianale”, il confronto professionale firmato Carra Distribuzione, con iscrizioni aperte fino a domenica 8 marzo 2026.

Qui non si parla di glassa tirata a lucido per Instagram. Qui si tratta di lavoro invisibile: tecnica che non fa rumore, pazienza che non si improvvisa, sensibilità che si misura al morso. BONA nasce per questo: per togliere l’etichetta e lasciare il prodotto nudo davanti alla giuria. Assaggi anonimi, niente scorciatoie, niente storytelling di contorno. Solo alveoli, profumi e coerenza. Le categorie sono due, come le anime della pasticceria:

– CLASSICA: quella dei puristi, dei disciplinari rispettati come vangelo (sì, proprio quello del Decreto Ministeriale 22 luglio 2005 e successive modifiche). Tradizione, equilibrio, nessun effetto speciale se non la perfezione.

– CREATIVA
: per chi ama spostare l’asticella, osare con ingredienti e abbinamenti nuovi senza perdere compostezza. Perché innovare non significa fare confusione: significa trovare un’armonia nuova e farla sembrare inevitabile.

Le colombe dovranno pesare 1 kg, pirottino incluso. Dettaglio? No, sostanza. Le gare serie si riconoscono da queste cose: rigore, replicabilità, rispetto delle regole. L’artigianalità non è anarchia, è metodo. Il gran finale andrà in scena il 18 marzo nella cornice elegante del Caffè Concerto Paszkowski in piazza della Repubblica. E qui la colomba smetterà di essere promessa e diventerà verdetto: assaggi, confronti, silenzi concentrati e appunti presi con la penna che pesa. Non sarà solo una premiazione, ma una dichiarazione pubblica di identità per chi ha scelto di fare dell’artigianalità una professione vera, con tutto il carico di responsabilità che comporta.

A guidare la giuria ci sarà il maestro Giuseppe Amato, affiancato da Luca Rubicondo, Massimo Davitti e Annalisa Carelli (Confartigianato Imprese Firenze), insieme ai giornalisti enogastronomici Raffaella Galamini e Marco Gemelli, col supporto di Molino Dallagiovanna, Unox Ovens e Infundo Italia Zuccheri, e il patrocinio di Confartigianato Imprese Firenze: una filiera che parla la lingua della competenza, non quella delle scorciatoie. Per partecipare basta scrivere a bonaconcorsi@gmail.com.

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Silvia Casagrande
Silvia Casagrande
Nata a Verona, si laurea in Comunicazione e giornalismo a Siena e collabora con l'Unità. Dopo varie vite tra Firenze, Bologna e Granada, dal 2024 torna ad occuparsi di giornalismo enogastronomico collaborando con Cibo Today e Il Forchettiere. Non ha mai smesso di interessarsi al cibo, soprattutto quando racconta l'identità di un territorio e la sua evoluzione in ottica multiculturale. È appassionata di cucina vegetale e sostenibile.

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