La Trattoria La Busa di Spilamberto, alle porte di Modena, coniuga le due passioni della famiglia Guerri: la cucina e i motori. Il carrello dei bolliti è un’esperienza che vale una deviazione dall’autostrada

Ci sono ristoranti che valgono una deviazione, un’uscita fuori programma dal casello per concedersi un pasto – talvolta anche solo un piatto – difficile da reperire altrove con la stessa magia. Sono “sfizi” che gli appassionati di gastronomia conoscono bene e si concedono regolarmente, perché è in questo genere di scorribande culinarie che sta la cifra stessa della loro passione. Nei pressi del casello di Modena sud, la Trattoria La Busa è sicuramente uno dei locali da segnare in rosso (rosso Ferrari, per la precisione) sull’agenda.

Siamo nei luoghi che hanno visto la nascita e l’esplosione del mito della Ferrari, per cui è legittimo aspettarsi una certa attenzione al mondo dei motori in generale e del Cavallino Rampante in particolare. Qui alle porte di Spilamberto – Comune patria di un’altra eccellenza locale, quell’oro nero che prende il nome dell’Aceto Balsamico di Modena Igp e dell’Aceto Balsamico Tradizionale Dop (tra l’altro la storica Acetaia Del Duca è a pochi passi) – tale dedizione alle corse si rende evidente dalla presenza di un autentico motore Lamborghini nel bel mezzo della Trattoria La Busa.

trattoria la busa spilamberto

E se il tema dell’alta velocità viene raccontato attraverso le immagini alle pareti, che celebrano i protagonisti e le auto della Formula Uno e del Motomondiale di oggi e di ieri, nessuna sorpresa se in un altro angolo della Trattoria La Busa trova posto una moto da corsa. Ma visto che si tratta pur sempre di un ristorante, tra la ruota posteriore e un’affettatrice Berkel non passa più di mezzo metro. Già, perché le passioni della famiglia Guerri sono due: da un lato i motori – il padre di Simone, l’attuale gestore, ha un passato nel mondo della progettazione di auto da corsa – e dall’altro la buona tavola.

Nata nel 1960, l’Antica Trattoria La Busa è infatti uno dei più importanti ristoranti della provincia di Modena, famoso sia per la pasta fatta a mano – con un po’ di fortuna potrete ammirare da una finestra all’esterno le sfogline all’opera – ma soprattutto per il carrello dei bolliti e degli arrosti, presente tutto l’anno.

Certo, siamo in un territorio che nutre per i tortellini in brodo di cappone una venerazione quasi religiosa, e che non disdegna di portarli in tavola tanto a novembre quanto in pieno agosto. Alternative da non sottovalutare sono i tortellini ripieni di zucca in crosta di Parmigiano, puntellati da gocce di balsamico.

trattoria la busa spilamberto

Analoga considerazione è riservata al bollito e agli arrosti, con un carrello estremamente interessante. Testa, lingua, guancia e zampone da un lato, arrosto, stinco, polpettone e arista dall’altro: una varietà di carni a cui è difficile dire di no, così come ai numerosi contorni e salse che le accompagnano. Se il carrello dei bolliti e degli arrosti della Trattoria La Busa è il motivo che invoglia a una deviazione dal casello di Modena Sud sull’A1, il merito è soprattutto di Simone Guerri, che sporziona i tagli di carne con destrezza e precisione chirurgica.

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E’ lui che nel 2006 ha ripreso in mano l’attività di famiglia dopo che negli anni Settanta i suoi genitori l’avevano dato in gestione, ristrutturando la Trattoria La Busa e rinnovandola nell’arredamento, lasciando però la stessa accoglienza di una volta e i piatti cult della cucina tradizionale modenese, a partire dal gnocco fritto con i salumi del territorio. A completare l’offerta, infine, un altro carrello: è quello dei dolci fatti in casa, che oscillano tra la zuppa inglese e lo Stracchino della duchessa, vanto del ristorante.

Trattoria La Busa
Via Medicine 2284, 41057 Spilamberto (Mo)
tel. 059 468019

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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