“Umbria Food Map”: come e perché è nata la mappa virtuale dei migliori piccoli produttori umbri a cura di Sara Bardelli

Sara Bardelli è l’ideatrice di “Umbria Food Map”, una mappa delle migliori aziende agroalimentari umbre pensata, in particolare, per dare visibilità ai produttori più piccoli, agli artigiani del gusto, spesso eclissati dai numeri dei più grandi. Si tratta, in tutti i casi, di aziende in cui la qualità va di pari passo con un grande riguardo per la biodiversità, la sostenibilità ambientale e il benessere animale.

Sara ha origini umbre e si occupa, in qualità di architetto, della progettazione di ristoranti, locali e spazi food di successo, oltre a essere da sempre appassionata di cibo e buona cucina, tanto da vantare anche una lunga collaborazione con la Guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso. Con “Umbria Food Map” ha voluto mettere a disposizione dei produttori migliori una vetrina virtuale, così da rendere queste realtà accessibili a un pubblico sempre più ampio, fatto di ristoratori, clienti, operatori del settore o semplici appassionati. Ha dato il via al progetto in totale autonomia, servendosi del supporto tecnico, per la parte web, di una programmatrice. Partendo dalle aziende di cui già conosceva il valore, Sara oggi gira l’Umbria, con il supporto di alcuni collaboratori, alla ricerca di altre realtà da segnalare e, inoltre, gli stessi produttori hanno la possibilità di proporsi, accordandosi per una visita.

La mappa è suddivisa per categorie produttive: vi si trovano aziende che operano l’allevamento allo stato brado o semibrado; produttori di ortaggi, legumi, cereali, frutta, miele e olio extravergine; viticoltori che lavorano esclusivamente uve di proprietà, vinificate nel rispetto del terroir e con particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Trattandosi di un progetto variegato e in continua evoluzione, Sara ci ha poi raccontato qualcosa in più rispondendo proprio alle nostre domande.

Oltre a fornir loro visibilità, cos’altro si può fare, secondo voi, per garantire a questo tipo di aziende maggiore accessibilità e fruibilità da parte del pubblico?

“Oltre all’inserimento gratuito nella mappa, noi forniamo anche altri servizi a pagamento che riguardano la realizzazione di siti web, la gestione dei social e le esigenze di brand design. Abbiamo inoltre ideato, durante il periodo natalizio, un mercatino virtuale a cui hanno aderito 15 aziende e che ha contribuito a raccogliere fondi per la Croce Rossa regionale. C’è poi in programma di realizzare, appena sarà possibile, eventi sul territorio, coinvolgendo le piccole aziende di qualità in progetti benefici e/o di promozione territoriale”.

Per voi è fondamentale l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Qual è la situazione da questo punto di vista? Si sta diffondendo questo tipo di etica o una certa sensibilità, anche tra i produttori, è ancora lontana?

“La situazione è sicuramente in netto miglioramento rispetto a qualche anno fa. La domanda sposta l’offerta e la domanda si sta orientando, sempre di più, verso la sostenibilità ambientale. C’è un crescendo costante, ma anche questo è un terreno che va coltivato e curato con costanza e dedizione perché non inaridisca. Al momento il progetto riguarda esclusivamente l’Umbria”.

In futuro verranno coinvolte anche altre regioni?

“Stiamo avviando, proprio in questi giorni, un progetto parallelo con la Toscana: stesso logo, simili modalità e stesso entusiasmo .Il sogno sarebbe quello di estenderlo a tutta l’Italia ma…un passo alla volta!”.

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Martina Franceschi
"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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