Dal Piemonte alla Campania: Il Vermouth diventa locale grazie all’unione con uno dei simboli gastronomici della regione: il Caffè

I Campani in cucina sono un popolo straordinario, non tanto ( o non solo) per la loro capacità di inventare ricette, ma anche per l’incredibile maestria con cui prendono materie prime straniere e le trasformano ed integrano nel loro stile, fino a farle diventare proprie. Basti pensare agli americani Pomodoro (protagonista della pizza) e caffè, oppure al tropicale Rhum (fondamentale per il Babà). Come in un Risorgimento al contrario, l’ultimo prodotto integrato dal regno borbonico è il liquore sabaudo per definizione, ovvero il Vermouth. Nato in Piemonte nel 1786, questo vino fortificato ha conquistato il mondo intero.

L’idea di Vermut Sospeso ( nome tratto dal celebre “Quando qualcuno è felice a Napoli, paga due caffè: uno per sè stesso, ed un altro per qualcuno altro. E’ come offrire un caffè al resto del mondo.” di Luciano De Crescenzo) nata da Flavio Esposito, ex bartender e ora imprenditore, sposa la tradizione del Vermut in Piemonte ed il rito del caffé a Napoli unite in un’unica anima.

Per realizzarlo il caffè viene estratto e distillato più volte in alambicchi di rame con chicchi
di caffé sospeso per poi unirlo al vermut riposato, ottenuto da vini rossi e bianchi, tra cui moscato, uniti con un’accurata selezione di botaniche, tra cui artemisia, rabarbaro, arancio dolce e stecche di vaniglia.

il Vermut Sospeso è un prodotto particolare, che ravviva i classici sentori del vermouth con l’impronta aromatica unica del caffè, per essere  sorseggiato liscio o con ghiaccio per un aperitivo originale, oltre ad prestarsi alla creazione di originali cocktail.

 

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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