lunedì 26 Ottobre 2026
HomeNewsVilla La Massa,...

Villa La Massa, il ristorante vira sui classici toscani e drink… divini

Doppia novità rivoluzione in cucina e al bancone, per Villa La Massa: l'hotel 5 stelle alle porte di Firenze ha dato il via alla stagione 2026 annunciando il focus sui classici toscani al ristorante Il Verrocchio, guidato dallo chef Stefano Ballarino, e la nuova drink list del bar Mediceo ispirata alla Divina Commedia

Doppia piccola rivoluzione in cucina e al bancone, per Villa La Massa: l’hotel 5 stelle alle porte di Firenze – parte di Villa d’Este La Collezione e guidato da Elisa Peroli – ha dato il via alla stagione 2026 e insieme al tradizionale alzabandiera alla presenza delle autorità locali ha annunciato come cambierà l’offerta sia del ristorante Il Verrocchio, guidato dallo chef Stefano Ballarino, che del cocktail bar Mediceo.

Nel primo caso, il ristorante con terrazza panoramica sull’Arno compie un passo ancora più deciso verso la tradizione toscana: ogni piatto – dai fiori di zucca farciti di ricotta e pappa al pomodoro fino ai ravioli di Nana con fondo d’arrosto e salvia, dal filetto di manzo con salsa al peposo dell’ Impruneta fino ai carciofi fritti – nasce per rendere omaggio alla terra, ai profumi familiari e alle ricette che attraversano le generazioni. Le paste sono fatte in casa, le materie prime raccolte dai piccoli produttori delle colline circostanti, in carta non mancano classici come la bistecca alla fiorentina o il gallo alla cacciatora. Ma per gli amanti della cucina più contemporanea resterà un percorso degustazione firmato da chef Ballarino, con piatti che oscillano tra il Raviolo di faraona con carciofo e fondo d’arrosto e le Orecchiette con cavolo, pane, bottarga di tonno rosso, tra il Capriolo con sedano bianco, pino mugo, erbette di campo, e il Canederlo di ricotta dolce.

Nuova drink list invece al Bar Mediceo, all’insegna della Divina Commedia e del viaggio simbolico ispirato a Dante: nove drink signature – un percorso in tre atti, uno per Cantica – che parte dalle note intense e seducenti dell’Inferno, attraversa gli aromi più morbidi del Purgatorio e si conclude nella luminosità fresca del Paradiso. Un’esperienza sensoriale tra tentazione, redenzione e purificazione che unisce creatività, materia prima e storytelling, trasformando ogni cocktail in un piccolo racconto da vivere in modo lento.

“Ogni anno – spiega la general manager Elisa Peroli – riapriamo le porte di Villa La Massa con lo stesso entusiasmo di chi accoglie amici di lunga data, pronti a ritrovarsi in un luogo che profuma di casa e di Toscana. Anche per questa stagione abbiamo lavorato con passione per rinnovarci: dalla nuova offerta gastronomica che racconta il territorio con ancora più autenticità, alle esperienze pensate per vivere la Villa e Firenze in modo nuovo, fino ai progetti dedicati alla comunità e al territorio che ci stanno particolarmente a cuore. È una gioia poter condividere tutto questo con i nostri ospiti e con i fiorentini: ogni volta è come iniziare un nuovo capitolo insieme”.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

La Guida Michelin avrebbe utilizzato l'intelligenza artificiale per scrivere le recensioni di alcuni ristoranti di Dallas, negli Stati Uniti. A sostenerlo è un'inchiesta pubblicata...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...