Nel 700° anno dalla morte di Dante, Arnaldo Caprai celebra con un Sagrantino non solo il sommo poeta ma anche l’Umbria: nel 1472 veniva infatti stampata a Foligno l’editio princeps della Divina Commedia

Nel 700° anno dalla morte di Dante, l’azienda Arnaldo Caprai ha scelto di celebrare con un Sagrantino in edizione limitata, non solo il sommo poeta ma anche l’Umbria: l’11 aprile 1472 veniva infatti stampata a Foligno l’editio princeps della Divina Commedia. Foligno, nel ‘400, era infatti già nota per la produzione della carta; l’incontro tra Giovanni Numeister, prototipografo allievo di Gutenberg, con lo zecchiere folignate Emiliano Orfini ha poi fatto il resto: è stata così regalata al mondo la prima stampa della Divina Commedia.

Nata negli anni ’70 l’azienda Arnaldo Caprai è oggi gestita da Marco Caprai, figlio del fondatore: viticoltore di riferimento in Umbria – soprattutto per il Sagrantino di Montefalco – Marco è oggi uno dei migliori produttori vitivinicoli italiani, premiato anche dall’Associazione Italiana Sommeliers con l’Oscar del Vino. L’azienda, che punta costantemente su tradizione, innovazione e territorio, ha promosso negli ultimi anni numerose iniziative: con lo scopo di avvicinarsi sempre più al consumatore, ha fatto proprie la poesia, l’arte e la tecnologia, dando corso a progetti come “AgroClim Technology” – che mira a rispondere alle principali emergenze biotiche e abiotiche che colpiscono i vigneti regionali -, “Bottled Poetry” – che vuole i tappi del prestigioso Sagrantino 25 Anni personalizzati, per ogni nuova annata, con diverse frasi inerenti al mondo del vino – e “#Caprai4love” – che si inserisce nel contesto della sostenibilità sociale e dà concretezza all’impegno dell’azienda in ambito culturale.

Rientra proprio in quest’ultimo progetto anche la bottiglia – limited edition – di Montefalco Sagrantino dedicata a Dante Alighieri, la cui etichetta è un’opera esclusiva dell’artista canadese Rick Rojnic; quest’ultimo ha reinterpretato, per l’occasione, il ritratto di Dante inserito dal pittore rinascimentale Benozzo Gozzoli nel ciclo di affreschi “Storie della vita di San Francesco”. L’acquisto della bottiglia, sulla cui velina è riportata anche la citazione “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139), andrà poi a finanziare opere per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio di Montefalco.

Negli anni precedenti, grazie al progetto “#Caprai4love”, si è potuto acquistare una lettera autografa di Benozzo Gozzoli e restaurare lo stesso ritratto di Dante affrescato nel 1452, accanto a quelli di Petrarca e Giotto, nella Chiesa di San Francesco di Montefalco.

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Martina Franceschi
"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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