Vino, olio, fagioli & salumi: in mostra le eccellenze della Lucchesia

Dal vino e l’olio dell’agriturismo Colle di Bardocheo, fino a salumi e carni pregiate e ben 14 tipi di legumi, tra cui il fagiolo rosso di Lucca: così il territorio della Lucchesia mette in mostra le proprie eccellenze enogastronomiche

tris di crudo

Le eccellenze del gusto del territorio della Lucchesia si sono date appuntamento alle pendici dell’altopiano delle Pizzorne, tra le viti e gli ulivi dell’agriturismo Colle di Bordocheo, per un matrimonio di profumi e sapori, esaltati dall’olio nuovo e dai vini di produzione dell’azienda agricola. Trenta ettari di terreno, attualmente in conversione da agricoltura integrata a biologica, di cui dieci coltivati a vite, principalmente a Sangiovese, Ciliegiolo, Chardonnay, Merlot, Vermentino e Trebbiano, con piccole parti di Syrah e filari di vitigni come il Moscato d’Amburgo e il Moscato Bianco, da cui nascono cinque vini: due bianchi e due rossi vestiti di eleganti etichette con il logo dell’albero stilizzato, con le due riserve impreziosite dal disegno del picchio e dell’oca e un vino da dessert a produzione limitata.

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Perfetta padrona di casa, Barbara Chelini, giovane, carina, sempre sorridente, con indomabili boccoli rossi che le incorniciano il volto. Animata da una grande passione per il suo territorio, per le vigne e gli ulivi dell’azienda di famiglia, ha cominciato “dando una mano” e non se n’è più andata, prendendo le redini dell’azienda, con l’aiuto dell’enologo Filippo d’Arrigo. In una bella domenica di sole, nella sala di degustazione del suo Colle di Bordocheo, con vista mozzafiato sulle colline tra Marlia, Segromigno in Monte e Camigliano, Barbara ha offerto ad un gruppo selezionato di ospiti, un assaggio dei suoi prodotti.

I 5 vini

Le note fruttate di ciliegia e una leggera speziatura del vino Bordocheo Rosso, ben accompagnavano i salumi di Gino di Matraia, la salsiccia, la soprassata e il biroldo, il prosciutto e il salame toscano. Immancabile la fettunta con l’olio extravergine di oliva, dal sapore fruttato, leggermente amaro e poco piccante, ottenuto con olive di varietà locali, frantoio, leccino e maurino.

Gino di Matraia

In cucina Pietro Vairo, giovane chef di “Olive a Cena”, alle prese con la carne di Michelangelo Masoni, il re della ciccia del mercato di piazza Cavour a Viareggio, che ha portato in tavola un crudo di straccetti, dadolata e macinata, conditi solo con un filo d’olio e uno spiedino con cinque tagli di carne diversi, dal filetto al lesso, accompagnati dal vino di punta dell’azienda, il Picchio Rosso dei vigneti cru di Sangiovese, Merlot e Cabernet. La strepitosa zuppa “leguminosa” SlowBeans preparata da Alda Bosi del ristorante “I Diavoletti”, con 14 tipi di legumi dei Presidi SlowFood – tra cui il fagiolo rosso di Lucca di Giovanni Giovannoni di San Ginese – ribattezzata simpaticamente “la Nazionale del fagiolo”, ha onorato il Bianco dell’Oca dal bouquet floreale e di frutta esotica. Dulcis in fundo, il gioiellino di Colle di Bordocheo, il Quinto, il “Sauternes di Lucca”, dal profumo delicato e fruttato di canditi, fiori bianchi e mandorla tostata, da uve di Trebbiano e Moscato Bianco, ha accompagnato un tris di dolci, con la tipica torta d’erbi della Garfagnana, tanto cara ai lucchesi, in cui il salato delle verdure ben si sposa con il dolce delle uvette.

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