lunedì 26 Ottobre 2026
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Viparo, dal 1912 al 2020: storia e rilancio dell’amaro umbro per eccellenza

Dopo oltre un secolo di storia e tradizione, le nuove leve della famiglia Morganti rilanciano l’amaro umbro “Viparo” di Terni

Il Viparo, “delizioso aperitivo, tonico e digestivo” – così recitava, in origine, lo slogan pubblicitario – è sicuramente tra i più rappresentativi prodotti umbri. Nato agli inizi del ‘900 grazie all’ingegno di un farmacista ternano, ha goduto per molto tempo – soprattutto nell’Italia centrale – di una solida fama. Accantonato un po’ negli ultimi anni, è stato finalmente rilanciato quest’anno, grazie a Filippo Morganti e Riccardo Mostarda, eredi del suo inventore. Metello Morganti, “speziale” e fondatore a Terni della storica “Farmacia Morganti”, confezionò in origine il prodotto allo scopo di alleviare le difficoltà digestive di una cliente; successivamente, lo rese disponibile anche a tutti gli altri avventori, che iniziarono abitualmente a recarsi nella farmacia per godere dei benefici della nuova specialità, servita all’epoca in piccolissimi bicchieri, a 50 centesimi di Lire l’uno. Dal momento che il suo prodotto era sempre più apprezzato e ricercato, soprattutto da coloro che, come gli operai delle acciaierie, svolgevano mansioni fiaccanti, Metello Morganti nel 1912 decise di brevettarlo con il nome di Viparo, dal latino “vis pario”, cioè “genero forza”.

Pubblicizzato, inizialmente, con manifesti e inserzioni sui giornali, il Viparo diventò in breve tempo uno dei prodotti in cui la maggior parte dei ternani si riconosceva, tanto che le mamme di Terni preso anche l’abitudine di accompagnare l’uovo sbattuto, per i propri figli, con un cucchiaino di Viparo. Fu negli anni ’60, però, che conobbe il suo massimo successo; in quegli anni, infatti, Liliana Bellucci, nuora di Metello laureata in Farmacia, impiegò cinque operai e ne ampliò così la produzione, acquistando anche due nuovi macchinari: uno per l’imbottigliamento e uno per la chiusura delle bottiglie. La zona di vendita si estese, quindi, anche a Rieti, Perugia e Viterbo e persino il Vaticano divenne un ottimo cliente. Sebbene il marchio sia rimasto sempre di proprietà dei discendenti di Metello Morganti, vicissitudini societarie e, per un certo periodo, anche la cessione a terzi della commercializzazione, hanno portato per alcuni anni ad accantonarne la produzione e a far spegnere su di esso i riflettori. A partire dallo scorso primo gennaio però, grazie all’impegno dei più giovani della famiglia Morganti, il Viparo è stato rilanciato.

Ancora oggi la ricetta è, naturalmente, quella originale; il Viparo è ottenuto a seguito di un
sapiente invecchiamento, a partire da un infuso di erbe, spezie e radici (tra cui rabarbaro, timo, erba angelica, noce moscata e anice), tutte selezionati secondo rigorosi criteri di qualità in accordo con la più autentica tradizione. Per l’occasione, poi, accanto alla bottiglia in veste classica è stata presentata anche una versione astucciata e delle ottime praline di cioccolato fondente al Viparo. Ai più audaci, infine, si consiglia di scegliere il Viparo anche per la preparazione di dolci, semifreddi e soprattutto cocktail. Da provare, per esempio, il “Viparino”, Viparo e Prosecco, e il “Terni-Milano”, Viparo e Bitter Campari.

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