venerdì 11 Settembre 2026
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Dopo la pizza, la baguette parigina alla ricerca del riconoscimento Unesco

Dopo il riconoscimento Unesco all’arte della pizza napoletana, adesso i panificatori francesi partono alla carica per conquistare un titolo analogo per la Baguette parigina. All’orizzonte il nuovo capitolo del secolare scontro gastronomico tra Italia e Francia

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Se Atene e Sparta avessero sostituito le forchette alle spade, si sarebbero chiamate Francia e Italia. Due paesi così fieri della propria identità enogastronomica, così competitivi, ed al tempo stesso così legati. L’ascesa delle tradizioni gastronomiche di questi due potenze è legata a doppio filo, e come nel caso delle due polis, se una piange l’altra non ride. Questa rivalità ha portato ad una crescita per entrambe.  È  innegabile che il traino che ha portato il nostro paese nella modernità della ristorazione sia proprio legato al cavallo d’oltralpe. Stesso dicasi per i vini, dove la rivalità è sempre stata molto accesa. Se qui noi svettiamo in termini di volumi prodotti, loro in termini di valore del venduto.

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Insomma una battaglia a colpi di portate e ingredienti che pare essere alla vigilia di un nuovo capitolo, in cui una volta tanto noi siamo in vantaggio. Si tratta della battaglia delle farine. Se infatti nelle ultime settimane la notizia dell’inserimento del’Arte del pizzaiuolo napoletano nel Patrimonio dell’Umanità ha riempito d’orgoglio i pizzaioli campani e non solo, in Francia sta cominciando una battaglia analoga anche se dagli esiti ancora molto incerti.

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Si tratta del tentativo di far ottenere lo stesso riconoscimento alla baguette parigina ed ai suoi panificatori. Una battaglia che va oltre al semplice desiderio di veder riconosciuta la propria arte, e che si fonde con la necessità di preservare una tradizione minata dall’avento della modernità. Anima di questo movimento è Il presidente della Confederazione nazionale della panificazione francese, Dominique Anract, che ne ha già parlato con il presidente  Emmanuel Macron in occasione di un ricevimento all’Eliseo dei maestri panettieri per l’Epifania.

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A suo dire infatti, la grande distribuzione e le baguette dei supermercati stanno cambiando non solo le abitudini, ma proprio il gusto per il pane dei francesi. Il panettiere parigino deplora il declino della qualità del pane francese dagli anni ’70 ad oggi  “perché tutti volevano andare veloci e non rispettare più il ciclo naturale del prodotto. Quando vedo la qualità del pane nei supermercati, non è possibile non essere indignati. Il pane è congelato, a volte viene dalla Romania o da dove non so, non viene fatto nulla nelle regole d’arte” ha dichiarato in una recente intervista. Da amanti del gusto non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo ai nostri amati-odiati cugini, perché la ricerca della qualità non ha bandiera, e se l’avesse sarebbe dei colori di una tovaglia dove mangiare tutti insieme.

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