Nati a Prato ben 160 anni fa e diventati uno dei simboli della città laniera, i biscotti Mattei per la prima volta escono dalla città ed “espugnano” Firenze aprendo un negozio-museo in via Porta Rossa
Chissà se potrà scrivere un nuovo capitolo nella secolare – e non sempre pacifica – storia dei rapporti tra Firenze e Prato, l’apertura nel cuore del capoluogo toscano del museo dedicato a uno dei simboli gastronomici della città laniera. Già, perché il Biscottificio Antonio Mattei di Prato ha scelto di celebrare il 160° anniversario della sua fondazione con l’apertura del piccolo “Museo-Bottega Antonio Mattei” in via Porta Rossa 76, nel cuore di Firenze. Quando il noto brand pratese decide per la prima volta di aprire un punto vendita fuori dai confini comunali, insomma, lo fa espugnando la vicina Firenze.
Come da manuale, al taglio del nastro erano presenti sia il sindaco di Prato Matteo Biffoni e dell’assessore alle attività produttive Daniela Toccafondi, sia l’assessore fiorentino allo sviluppo economico Cecilia Del Re. Segno che la “guerra” gastronomica che intreccia storia, semantica e aneddotica legata a questo prodotto – esagerato? citofonare a chi per ore potrebbe discettare sulla distinzione tra i cantucci e i biscotti di Prato – almeno ufficialmente cede il passo alla ragion di Stato e alla celebrazione dei biscotti Mattei sic et sempliciter.

E così adesso il museo-bottega è aperto a tutti coloro che vogliono conoscere 16 decenni di storia dei biscotti Mattei. Attraverso il racconto sviluppato da pannelli con infografiche, documenti, premi ed onorificenze, immagini storiche e strumenti di lavoro, alle confezioni storiche e più attuali che tracciano l’evoluzione del packaging Blu Mattei negli anni, i visitatori possono ripercorrere il percorso unico della famiglia Pandolfini, alla guida del biscottificio dal 1904.
La produzione resta a Prato, of course, ma al piano terra della boutique di Firenze viene aperto uno spazio a metà strada tra la somministrazione: i classici in busta blu, quelli al cioccolato in busta rossa e gli ultimi arrivati, al pistacchio in busta – ça va sans dire – verde. Al primo piano invece ecco aprirsi il salottino-museo che, dopo un recupero conservativo dei locali, intende celebrare il 160° anniversario della fondazione del biscottificio ripercorrendo i 16 decenni di storia dei biscotti Mattei declinato in 5 sezioni attraverso pannelli ed espositori dedicati alle varie fasi delle lavorazioni, agli strumenti di lavoro, alle confezioni storiche e all’evoluzione del packaging.





