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Premio Gambelli 2022, nell’anno del decennale vince l’enologo lucano Fabio Mecca

All’enologo lucano Fabio Mecca il Premio Gambelli 2022, riconoscimento dedicato al maestro toscano e giunto al decennale. La consegna in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

nobile montepulciano anteprime vino toscana

Nell’anno del decennale dalla sua istituzione, il premio Gambelli 2022, promosso da Aset e dal network Igp in memoria del compianto Giulio Gambelli – firma di grandi vini italiani, e la cui figura continua a ispirare tanti giovani – è andato all’enologo lucano Fabio Mecca. Il riconoscimento, promosso da Aset (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network di giornalisti “IGP I Giovani Promettenti” (Lorenzo Colombo, Roberto Giuliani, Carlo Macchi, Luciano Pignataro, Andrea Petrini e Stefano Tesi), è stato consegnato giovedì 24 marzo nella Fortezza di Montepulciano in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile, iniziativa promossa dal Consorzio di tutela.

A consegnare la targa il presidente di Aset Leonardo Tozzi e Carlo Macchi (IGP), autore del volume “Giulio Gambelli, l’uomo che sapeva ascoltare il vino” (ed. SlowFood). “È una infinita emozione – ha commentato il vincitore – vedere il mio nome al fianco di un gigante dell’enologia italiana: Gambelli è il padre dell’enologia moderna e tutti noi gli dobbiamo molto, per questo sono enormemente emozionato, contento e soddisfatto”. “Gambelli – ha ricordato il Presidente di Aset, Leonardo Tozzi – era un uomo di un’altra Italia, che si riscopre commossi leggendo il toccante libro di Carlo Macchi, di cui auspico una veloce ristampa. Un’Italia in bianco e nero che cresceva anche grazie ai talenti naturali di alcuni dei suoi cittadini, spesso con poca scuola alle spalle ma con tanta vita e esperienza da vendere. È grazie a loro se siamo diventati una grande paese ed è riconoscendoci e valorizzando queste radici che possiamo e dobbiamo ben sperare nel futuro. I nostri algoritmi sono la nostra storia e cultura, sui quali impiantare le tecniche moderne della scienza”.

Fabio Mecca si laurea nel 2006 a Conegliano Veneto in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche. Nel 2007 comincia la collaborazione con l’azienda di famiglia Paternoster, in Basilicata, e con altre fuori regione. A settembre 2011 e ad agosto 2012 WineNews include l’enologo tra il meglio dell’enologia italiana, citandolo tra i 4 migliori enologi emergenti per 2 anni consecutivi. Nel 2021 viene insignito del premio “Enologo dell’anno” dalla testata Food and Travel. Attualmente segue 20 aziende in tutta Italia, dalla Toscana alla Sicilia.

Giulio Gambelli

Il riconoscimento premia ogni anno l’enologo il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l’idea di vino portata avanti da Giulio Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale. Tra i requisiti fondamentali per poter partecipare, essere un professionista che nell’anno solare di emanazione del bando non abbia superato i 40 anni di età e laurea in enologia. La consegna del premio per il 2023 è in programma a Montalcino a novembre (in via eccezionale due volte nello stesso anno, per ragioni organizzative), durante Benvenuto Brunello.

Al vincitore, oltre alla targa commemorativa, va anche un premio di 1.500 euro, reso possibile grazie al sostegno di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli fu storicamente amico e consulente: Bibbiano, Fattoria di Rodàno, Il Colle, Montevertine, Ormanni, Poggio di Sotto. Sono poi partner del concorso il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Ecco l’Albo d’oro con i nomi dei vincitori del Premio Gambelli:

Fabrizio Torchio (2013)
Gianluca Colombo (2014)
Francesco Versio (2015)
Sebastian Nasello (2016)
Diego Bonato e Luca Faccenda (2017)
Luigi Sarno (2018)
Angela Fronti (2019)
Ivan Misuri (2020)
Alessandro Campatelli ( 2021)
Fabio Mecca (2022)

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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