venerdì 11 Settembre 2026
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Ecco Vigna Michelangelo: adesso anche Firenze ha il suo vigneto urbano

Firenze come Parigi, Milano, Venezia e Torino. Da un’idea di Maria Fittipaldi Menarini (Donne Fittipaldi) nasce nel capoluogo toscano Vigna Michelangelo, la prima vigna urbana fiorentina. Prima vendemmia: 2025

Vigna Michelangelo

Cosa aveva Firenza, da invidiare a Milano, Parigi, Torino o Venezia? Ben poco, per certi versi. Ma se un ipotetico discorso fosse caduto sul tema delle vigne in città, al capoluogo toscano sarebbe servito a ben poco ricordare la vicinanza col Chianti. Eppure, da oggi anche questa “lacuna” viene colmata: nella città del David nasce infatti Vigna Michelangelo, la prima vigna urbana di Firenze.

Composta per ora da pochi filari, di recente sottoposti alla potatura invernale, la prima vigna urbana di Firenze si trova sulla collina che sovrasta l’Arno con una vista che spazia dalla cupola del Brunelleschi ai colli di Fiesole. I terreni, esposti a nord-est, sono gestiti dall’azienda agricola donne Fittipaldi di Bolgheri, presieduta da Maria Fittipaldi Menarini che, con le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, si è lanciata con convinzione ed entusiasmo in questo progetto.

E così, con Vigna Michelangelo Firenze si appresta a entrare nel solco della vigna del Clos Montmartre (foto in alto), sormontata dalla chiesa del Sacro Cuore a Parigi, o delle vigne di Leonardo a Milano, quelle della Tenuta Venissa sull’Isola di Mazzorbo a Venezia e quelle della Vigna della Regina a Torino. L’idea di emulare queste particolari colture nel proprio terreno posto proprio al centro della culla del Rinascimento italiano è sorta spontanea, così come spontaneo è sorto l’accostamento con Michelangelo Buonarroti, che aveva acquistato una tenuta in Chianti, vicina alla torre Nectar Dei, poi diventata Fattoria Nittardi. Non a caso, Maria Fittipaldi Menarini chiederà l’adesione alla Urban Vineyard Association, l’associazione che raccoglie le più prestigiose vigne urbane del mondo, presieduta da Luca Balbiano della Vigna della Regina di Torino.

“Questa vigna rappresenta la mia infanzia – ricorda Maria – quando i primi di settembre, di ritorno dalla villeggiatura, amavo cogliere gli acini e anche alcuni grappoli per la tavola”. Poi, venti anni fa, nella sua residenza di Bolgheri scoprì il fascino del vino. Ed è la, in quel periodo, che nasce l’Azienda Agricola donne Fittipaldi. Sono la passione e l’esperienza acquisita in questi anni, che l’hanno convinta a far rivivere la vecchia vigna di casa. “In qualche modo – prosegue Maria – voglio dare un segno e un senso di continuità a questa casa, particolarmente voluta da mio padre”.

Vigna Michelangelo

Il progetto, partito nell’autunno 2021, prevede la completa riconversione dell’impianto con l’inserimento di un migliaio di viti da allevare con il sistema ad alberello, compatibile con la pendenza del terreno, in simbiosi con le piante di olivo già in produzione. Le varietà scelte saranno il Sangiovese e altre presenti al tempo di Michelangelo – ricercate da un esperto come Paolo Valdastri insieme all’agronomo Stefano Bartolomei e l’enologo Emiliano Falsini – come Abrostine, Canaiolo nero, Rasone e Mammolo eletto, per rivitalizzare varietà in estinzione custodite nella banca del germoplasma della Regione Toscana, ottenendo una vigna che sia un vero e proprio “vitarium”, da iscriversi nell’elenco dei coltivatori custodi.

Vigna Michelangelo

“La vigna – racconta lo stesso Valdastri – è vista come elemento in grado di ricomporre l’insieme di patrimonio rurale, storico e paesaggistico tipico di una comunità urbana ancora lontana dall’industrializzazione. Un elemento in grado di esaltare la biodiversità e di contribuire alla sostenibilità urbana”. Con la Vigna Michelangelo prende forma il primo progetto di Vigneto Urbano a Firenze, in uno degli scenari più belli ed evocativi della città. Le barbatelle saranno pronte per essere impiantate l’anno prossimo, mentre la prima vendemmia è prevista per settembre 2025: dalle uve si ricaveranno 1000 bottiglie da vendere sul mercato internazionale tramite aste con finalità benefiche di sostegno sociale.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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