lunedì 26 Ottobre 2026
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Ciao, come ti chiami? Subway!

La nota catena mondiale di fast food ha lanciato un concorso: chi accetta di cambiare il proprio nome in "Subway" vince una fornitura a vita di panini!

Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.

Così scriveva William Shakespeare in “Romeo e Giuletta”. E al Bardo non gli si può dare certo torto. Ma una cosa è far di cognome Montecchi o Capuleti, un’altra è decidere di cambiare il proprio nome in omaggio a quella che nel 2018 è diventata la prima catena al mondo di fast food, superando persono McDonalds. Stiamo parlando di Subway, 14 location in Italia, circa 37.000 in 104 paesi del mondo.

Dal 1 al 4 agosto chi vorrà potrà partecipare a una sorta di lotteria iscrivendosi su un apposito sito e sperare di venir estratto. All’atto della registrazione sul sito bisognerà impegnarsi formalmente al cambio del nome in caso di vittoria, ed il concorso è ovviamente aperto solo ai maggiorenni. Subway si farà carico delle spese legali e burocratiche, dopo di che il vincitore avrà quattro mesi per dimostrare di aver effettivamente adottato come nome di battesimo “Subway”. Solo a quel punto potrà il Signor o la Signora Subway reclamare il proprio premio: una fornitura a vita di panini e bevande, per un valore complessivo calcolato in 50.000 dollari.

Se in Italiano è facile fare accoppiate strambe o divertenti tra nome e cognome (ricordate Guido LA VESPA? PIZZA Margherita? FRUTTA Mara? TROMBA Daria?) anche in Inglese possono darsi accoppiate per così dire particolari. Presto sapremo se esisterà un Subway White o una Subway Cruise, tuttavia non abbiamo il mimo dubbio che forse – e la probabilità è superiore a zero – la più grande beffa del destino sarebbe se il vincitore di cognome facesse McDonalds…

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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