Dal rum al caramello salato all’amaro all’amaro alla rucola fino al gin ai Krumiri e ai ready-to-drink analcolici. Ma anche paste fuori dal comune, formaggi “da collezione”, olive e così via. Come ogni anno, tra gli stand di Pitti la fantasia non manca e gli espositori arrivano all’appuntamento col salone fiorentino del gusto con una serie di novità interessanti. Ecco una carrellata delle più curiose:
I Limoni di riviera dello chef Enrico Marmo

I Limoni di Riviera ampliano la Linea Gourmet del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia con un prodotto che racconta la Liguria più autentica. Nati dalla collaborazione con lo chef Enrico Marmo, questi agrumi del territorio si distinguono per un equilibrio naturale raro: al palato non dominano né l’acidità né l’amaro dell’albedo, mentre emergono la fragranza della scorza e una struttura gustativa armoniosa. Tagliati a fette e lavorati nella loro interezza, vengono conservati in uno sciroppo leggero di acqua e zucchero, profumato da un’infusione notturna di foglie di limone. La successiva cottura delicata ne preserva consistenza e qualità organolettiche, mantenendo intatta la personalità del frutto. Il risultato è un prodotto versatile e identitario, capace di esprimere al meglio la propria intensità con un pizzico di sale e un filo di olio extravergine Taggiasco: un incontro essenziale che sa di mare, sole e terra ligure.
Il ready-to-drink Paloma Plose di Alpex

La linea Alpex si tinge di rosa con ALPEX PALOMA, nuova proposta ready to drink analcolica firmata Fonte Plose. Dopo Spritz, Hugo e G&T, la gamma si arricchisce con un cocktail iconico reinterpretato in chiave alcol-free, pensato per rispondere a una domanda sempre più attenta a qualità e gusto senza alcol. Ispirato al celebre Paloma, questo nuovo arrivato punta tutto sulla freschezza del succo di pompelmo rosa, protagonista di un sorso equilibrato, rinfrescante e appagante. La ricetta riprende il profilo aromatico dell’originale, mantenendo intensità e piacevolezza, ma in una versione adatta a ogni momento della giornata.
La Pasta Mista di Pastai Sanniti

Nato dalla filosofia dello chef Giuseppe Iannotti (due stelle Michelin a Kresios a Telese BN) e presentato a Taste lo scorso anno, Pastai Sanniti è un progetto tecnico; pensato per chi vive in cucina e di cucina. Dalla scelta del grano coltivato sul pianeta terra, scelto per garantire basso indice glutinico e alto contenuto proteico, alle tecniche di lavorazione che garantiscono cotture brevi e perfino i dosaggi delle confezioni – a porzioni di 80 grammi – sono pensate come facilitatore della quotidianità senza mettere minimamente in discussione la qualità del carboidrato. Quest’anno a Taste la linea si arricchisce con la Pasta Mista. Culturalmente nata dagli avanzi delle dispense, con Pastai Sanniti acquisisce una nuova forma; 7 formati pensati per stare tutti contemporaneamente in un cucchiaio per amplificare al massimo le sensazioni del morso. E il futuro riserverà altri formati… romantici: gli abbracci.
Rustichella d’Abruzzo, la pasta di semolato di grano duro Marzuolo

La pasta di semolato di grano duro Marzuolo di Rustichella d’Abruzzo nasce da un progetto che intreccia ricerca agricola, memoria contadina e innovazione produttiva. Varietà antica già diffusa in Abruzzo nel Settecento, il Marzuolo viene seminato in primavera e raccolto a fine estate, soprattutto in aree collinari e montane dove un tempo rappresentava una risorsa di “salvataggio” in caso di cattivi raccolti autunnali. Oggi Rustichella lo ha reintrodotto attraverso una filiera corta certificata, coltivandolo nell’area vestina in collaborazione con il Crea. Il risultato è una pasta a tiratura limitata, ricca di fibre e proteine, naturalmente digeribile e poco stressata dall’intervento umano. L’essiccazione lenta valorizza una semola dal profilo rustico, dal gusto pieno e dal colore intenso, restituendo al piatto una dimensione agricola autentica, capace di parlare di biodiversità e futuro sostenibile.
Il rum al caramello del Liquorificio Morelli

Liquorificio Morelli si presenta a Taste con tre nuove proposte capaci di fondere in modo coerente tradizione e innovazione. Da un lato “Equivoco”, il primo liquore al Rum e caramello salato della gamma, che gioca volutamente sull’ambiguità sensoriale: un equilibrio sorprendente tra note dolci caramellate e contrasti salini, col carattere deciso e pungente del rum a fare da filo conduttore. Un viaggio olfattivo e gustativo intenso, al contempo piacevole e spiazzante. Anche l’etichetta – il paradiso e l’inferno, un angelo che volta le spalle al diavolo – è simbolo di un rum che vive di contrasti, ma che conquista per armonia e bevibilità. A Taste sono presentati anche due novità della linea forno: il Panettone al pinolo di San Rossore e quello al pistacchio di Toscana, entrambi imbibiti coi nuovi liquori nati negli ultimi mesi – il liquore al pistacchio di Arezzo e quello al pinolo di San Rossore – realizzati con infusioni di materie prime locali selezionate.
Il gin ricavato dai biscotti Krumiri

Il suo nome è indissolubilmente legato ai Krumiri – i celebri biscotti di Casale Monferrato – ma quest’anno al Taste l’azienda Corino 1764 è presente in Fortezza non solo con l’iconico prodotto che celebra la storia, l’artigianalità e l’innovazione del patrimonio gastronomico piemontese, ma con una novità assoluta. In particolare, proprio dall’infusione alcolata dei krumiri nasce il gin “Ginko”, i cui sentori richiamano il sapore del biscotto dalla tipica forma a manubrio. Ideato nel rispetto del legame profondo con la cultura del gusto e l’identità del territorio, il gin rappresenta l’ultimo arrivo nel catalogo della storica drogheria Corino, sinonimo di tradizione e passione per i sapori autentici da oltre due secoli.
Tartare Toskobe, fattoria il Palagiaccio

La Tartare TosKobe di Storica Fattoria Il Palagiaccio rappresenta l’espressione più pura di una carne d’eccellenza, frutto di una razza bovina esclusiva allevata e selezionata all’interno della stessa tenuta. TosKobe nasce dall’incrocio tra un maschio Wagyu giapponese di linea Tajima e una femmina di razza Frisona Pezzata Nera italiana, dando origine a una popolazione omogenea, certificata e tracciata. La carne si distingue per la straordinaria marezzatura intramuscolare, la morbidezza naturale e il profilo aromatico delicato, esaltato dalla presenza di grassi nobili ricchi di Omega 3, Omega 6 e acido oleico. Una tartare essenziale, elegante e identitaria, pensata per raccontare una storia di allevamento consapevole e qualità assoluta.
Il 1955 pecorino del caseificio Busti

1955 Pecorino Busti è il progetto celebrativo con cui Caseificio Busti racconta settant’anni di storia familiare e di cultura casearia toscana. Un pecorino a lunga stagionatura che prende il nome dall’anno in cui Alessandro e Remo Busti abbandonarono la pastorizia per dedicarsi interamente alla produzione di formaggi, dando origine a un percorso oggi guidato dalla terza e quarta generazione. Dopo almeno 18 mesi su assi di legno di abete, l’ 1955 (pronunciato uno nove cinque cinque) esprime una pasta fondente e solubile, dal colore giallo paglierino, con un profilo aromatico elegante: note di burro fuso, frutta secca, leggere sfumature animali e latte ovino evoluto. Un formaggio di carattere, pensato per la ristorazione di qualità, che diventa simbolo di memoria, pazienza e identità toscana.
L’amaro alla rucola Donna Rosalba

È il cosiddetto “oro verde” della Piana del Sele l’ingrediente principale di Donna Rosalba, liquore artigianale ottenuto dall’infusione della Rucola della Piana del Sele IGP e realizzato secondo la formula ideata da Carlo Gargiulo e dalla moglie Angela Caliendo dell’Enoteca Gargiulo di Eboli (Salerno), che da anni selezionano e propongono con competenza e passione prodotti di qualità nell’attività storica di famiglia fondata nel 1966 dal padre di Carlo, Vito. Originariamente presentato nella veste di “rucoletta”, Donna Rosalba ha subìto poi un restyling del nome e dell’etichetta quando la rucola della Piana del Sele ha ottenuto l’IGP nel 2020. Da gustare ghiacciato come fine pasto, Donna Rosalba presenta eleganti sentori erbacei al gusto e ottime proprietà digestive. Sull’etichetta vintage è rappresentata, in bianco e nero su una trama di sfondo verde scuro, una figura femminile come omaggio alle donne che raccoglievano a mano la rucola nella Piana del Sele.
Le olive ammaccate di Salella

Nel cuore dell’Alto Cilento, l’oliva ammaccata racconta un sapere antico fatto di gesti lenti e precisi: le olive salella, ancora verdi e polpose, vengono raccolte e poi ammaccate rigorosamente a mano, una per una, con una pietra di mare, poi snocciolate, lasciate in acqua per giorni e infine conservate in salamoia e olio extravergine, che ne esalta il profilo erbaceo e leggermente ammandorlato. Un lavoro di pazienza che riflette la storia della Azienda Agricola Salella, nata nell’Ottocento e oggi condotta da Osvaldo e dal figlio Pasquale: 12 ettari, oltre 3.000 ulivi, coltivazione biologica, filiera corta e una produzione che unisce memoria contadina e visione contemporanea.
Mortadella d’asina, Nebrodinero

A Santa Domenica Vittoria, sui Monti dei Nebrodi a 1.225 metri, in pieno bosco, nasce Nebrodinero, realtà a circuito chiuso che alleva e trasforma esclusivamente suini neri dei Nebrodi. Gli animali crescono allo stato semibrado su 140 ettari, di cui 90 di bosco ricco di querce, ghiande, castagne e frutti spontanei che ne definiscono il profilo aromatico e nutrizionale. La lavorazione avviene interamente in azienda, in un salumificio immerso nella natura, con metodi artigianali, stagionature lente e senza forzature. Tra le produzioni spicca il salame di maialino Nero dei Nebrodi, realizzato con una selezione di tagli magri e lardo, dal gusto sapido ed equilibrato, disponibile in diverse pezzature e budelli. Accanto la mortadella di asina ragusana, prodotto raro e pregiato, in cui la delicatezza della carne d’asina viene valorizzata dal lardo di suino nero, che dona rotondità, profumo e persistenza al palato.

