Dopo il successo della prima edizione, torna a Firenze Mangiarsi le Parole, il festival letterario-gastronomico ideato dal giornalista Domenico Guarino e dall’architetto Pamela Panico. La seconda edizione, in programma tra ottobre e dicembre 2026 all’Istituto Alberghiero A. Saffi, unisce libri e cucina facendoli dialogare davvero.

“Mangiarsi le Parole – afferma Guarino – vuole riaffermare la centralità del cibo e della buona tavola nella nostra cultura. Farne motivo di convivialità e benessere. Un’occasione per stare insieme in maniera piacevole e rilassata, godendo di un buon piatto, del buon bere, e di un buon libro che sia occasione per riflettere, approfondire confrontarsi, discutere, conoscere con e attraverso il cibo”.

Non è solamente una rassegna di incontri con degustazione. Il punto di partenza è sempre un libro, ma il cibo diventa il modo per immergersi nel testo e tradurlo in qualcosa di concreto. I piatti preparati dagli studenti sono parte integrante del discorso: nascono della lettura e dal confronto con gli autori, creando un’esperienza che è insieme culturale e sensoriale. In questo senso, l’idea di fondo è piuttosto chiara: il cibo non serve solo a completare l’evento, ma diventa un linguaggio attraverso cui interpretare quello che si legge.

Già l’anteprima del 28 aprile, con lo chef Michele Biagiola, chiarisce questa impostazione. Il tema della cucina viene affrontato non tanto dal punto di vista tecnico; ciò che conta non è solo cosa si mangia, ma tutto quello che sta dietro: le scelte, le influenze, le storie personali e culturali che finiscono poi dentro un piatto. Il calendario degli incontri segue questa linea, affrontando ogni volta il cibo da una prospettiva diversa.

Il 7 ottobre, ad esempio, con Filippo Cogliandro, che presenta il volume Io, chef per la mia terra, scritto in collaborazione con Oreste Paliotti. In questo caso il discorso si concentra sul rapporto tra cucina e territorio, mettendo in evidenza il legame tra esperienza personale e contesto di provenienza.

Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, l’incontro è dedicato al rapporto tra cibo e letteratura. Il percorso proposto attraversa la tradizione italiana da Dante a Camilleri, mostrando come il cibo sia un elemento ricorrente nei testi, sia come simbolo sia come elemento concreto della vita quotidiana. L’idea dei banchetti letterari si inserisce in questa prospettiva, cercando di rendere più immediato il legame tra lettura ed esperienza.

Con Lina Grossi, il 21 ottobre, l’attenzione si sposta su Italo Calvino, analizzando il ruolo del cibo all’interno delle sue opere e come questo possa assumere significati più profondi all’interno della narrazione.

Il 4 novembre, invece, Eric Gobetti utilizza un piatto tradizionale dei Balcani, i ćevapčići, per parlare di storia e identità culturale. L’uso di un elemento apparentemente semplice come un piatto tradizionale permette di introdurre temi più complessi, legati ai confini, alle trasformazioni e alle relazioni tra culture diverse.

Il 18 novembre è invece previsto l’intervento di Alessandro Romito, che si inserisce nel percorso della rassegna mantenendo al centro il rapporto tra racconto e territorio.

Mentre il 2 dicembre Riccardo Lupino presenta Agritortura, introducendo una riflessione più critica sul sistema alimentare contemporaneo e sulle sue contraddizioni.

Il 5 dicembre, all’interno del mese dedicato alla sicurezza alimentare, l’attenzione si sposta sul passato, con un incontro curato da Filippo Ribani dedicato al Medioevo italiano. Mettendo a confronto modelli contadini e aristocratici, non solamente come una questione storica, ci permette di guardare a queste differenze aiutando anche a leggere dinamiche che, in forme diverse, esistono ancora oggi. La rassegna si conclude il 16 dicembre con il talk Malacarne (ma, la carne?) – Moriremo tutti vegetariani, che propone un confronto su uno dei temi più attuali legati all’alimentazione. Il dibattito si concentra su questioni etiche, sociali e culturali, senza proporre risposte definitive ma aprendo uno spazio di discussione.

“Coniugare il piacere della lettura con quello del cibo – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – è un’intuizione originale e felice, grazie alla quale ‘Mangiarsi le Parole’ si afferma come un esempio virtuoso in Toscana. La valorizzazione del patrimonio culturale trova qui una concreta espressione, nell’incontro tra due esperienze diverse che, insieme, diventano occasione di conoscenza, condivisione e crescita. Particolarmente significativa è la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti dell’istituto alberghiero Saffi, coinvolti in un percorso formativo che unisce competenze, creatività e pensiero critico. Come Consiglio regionale, sosteniamo iniziative che investono sui giovani e promuovono le eccellenze del territorio, confermando la vocazione della Toscana a innovare nel solco della propria tradizione”. Un aspetto particolarmente interessante di questa seconda edizione è il coinvolgimento degli studenti anche sul piano creativo. Non si limitano a cucinare, ma lavorano sull’allestimento degli spazi, mettendo in relazione i libri con artisti o correnti artistiche.

