Dalle colline delle Langhe ai paesaggi del Chianti, passando per la Valpolicella, l’Alto Adige e Montalcino. Dopo 5 anni trascorsi a pedalare lungo alcune delle più importanti strade del vino italiane, Bike & Wine Press si prepara a una svolta: per la prima volta il format dedicato all’enoturismo sostenibile varca i confini europei e approda in Georgia, il Paese considerato la culla della viticoltura mondiale, dove la produzione del vino affonda le proprie radici addirittura nel 6000 a.C. Dal 31 ottobre al 3 novembre, un gruppo di giornalisti italiani attraverserà dunque il territorio georgiano in bicicletta, alternando visite in cantina, incontri con i produttori e incursioni nel patrimonio storico e culturale locale. Una trasferta che assume anche il valore di un’operazione di promozione turistica e culturale, sostenuta e organizzata dalla Georgian National Tourism Administration su proposta dell’Ambasciata di Georgia a Roma. A guidare la spedizione ci saranno i fondatori di Bike & Wine Press, Andrea Guolo e Giambattista Marchetto, giornalisti specializzati nel settore enologico e ideatori del format. Con loro Gilberto Bertini, giornalista e videomaker ormai presenza fissa delle spedizioni, ed Emanuele Gobbi, giornalista e scrittore. Special guest di questa edizione caucasica sarà Maria Giulia Pieroni, firma di Elle Gourmet ed Elle.com.

Il viaggio prenderà il via da Bolnisi, nei dintorni della capitale Tbilisi, con una wine experience a Villa Kelasura, realtà vitivinicola ispirata alla tradizione georgiana. Un’occasione per conoscere anche la storia particolare di questo territorio: Bolnisi fu infatti fondata da coloni tedeschi di origine sveva, lasciando un’impronta culturale ancora riconoscibile. Il secondo giorno la carovana si sposterà in Kakheti, regione che concentra circa il 70% della produzione vinicola georgiana. Qui il programma prevede le visite alle aziende Kolagi, Kardanakhi 1888, Lazare e Twins, per entrare in contatto con una tradizione produttiva che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’identità nazionale. La terza giornata sarà dedicata ancora alla Kakheti, con una tappa alla cantina Lagazi e una pedalata fino a Marani Milorauli, dove i partecipanti potranno conoscere da vicino un produttore di Qvevri. Si tratta dei caratteristici recipienti in terracotta utilizzati da secoli nella vinificazione georgiana, elemento centrale di una cultura enologica che ha conservato pratiche antichissime. La giornata si concluderà al monastero di Bodbe, uno dei più importanti luoghi della tradizione cristiano-ortodossa del Paese. L’ultima tappa sarà invece a Khashmi, presso la cantina Nimbi, fondata con l’impiego di tecnologie italiane e sotto la supervisione di Riccardo Cotarella, tra i più conosciuti enologi italiani a livello internazionale. Un incontro che testimonia anche il dialogo professionale tra i due Paesi nel mondo della produzione vinicola.

L’approdo in Georgia rappresenta un’evoluzione significativa per Bike & Wine Press, nato il 26 aprile 2021, proprio nel giorno della riapertura di bar e ristoranti dopo le restrizioni della pandemia. La prima edizione fu un lungo itinerario in bicicletta da Bologna fino all’Argentario, con l’idea di raccontare il vino attraverso una prospettiva diversa: non soltanto quella della degustazione, ma soprattutto quella del territorio, delle persone e delle storie che si nascondono dietro ogni denominazione. Da allora il format ha attraversato alcuni dei principali distretti vitivinicoli italiani, dalle Langhe alla Valpolicella, dall’Alto Adige a Montalcino, dedicando anche due edizioni alle Marche. Nel 2025 è arrivata inoltre la partecipazione straordinaria a L’Eroica, lungo le strade sterrate del Chianti Classico e delle Crete Senesi. Il progetto ha prodotto nel tempo anche due cortometraggi di viaggio dedicati alla Valpantena e ai Colli Piacentini. Alla base dell’iniziativa c’è una convinzione che Guolo e Marchetto portano avanti fin dalla prima edizione: la bicicletta è uno strumento privilegiato per comprendere un territorio vitivinicolo, osservandone da vicino paesaggi, peculiarità produttive e comunità. «Percorrere in bicicletta le strade del vino è il modo migliore per comprendere i territori e le caratteristiche stesse dei vini», spiegano i due fondatori. «L’obiettivo è vivere in maniera sostenibile questa esperienza di viaggio, un impegno condiviso in questi anni con tanti compagni e compagne di viaggio, colleghi e amici che si sono messi alla prova per poi produrre contenuti destinati alle maggiori testate italiane».

