giovedì 5 Novembre 2026
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Seehof, le Alpi incontrano il Mediterraneo: viaggio gastronomico in Valle Isarco

A Naz-Sciaves, il Seehof Nature Retreat della famiglia Auer trasforma il soggiorno in un percorso di sapori che accompagna l'ospite dalla colazione alla cena. Protagonista è lo chef Ivan Bobutac, interprete di una cucina che valorizza i prodotti locali senza rinunciare alle contaminazioni.

La montagna ha i suoi rituali, e al Seehof Nature Retreat di Naz-Sciaves, poco sopra Bressanone, anche la tavola contribuisce a scandire il tempo della vacanza. Non solo il momento della cena, ma un’intera giornata costruita intorno al piacere di mangiare, alla scoperta delle materie prime locali e a una cucina capace di mettere in dialogo due mondi apparentemente lontani: quello alpino e quello mediterraneo.

È questa la filosofia che anima il Borgo dei Sapori, il progetto gastronomico voluto dalla famiglia Auer, proprietaria della struttura, che ha scelto di fare dell’esperienza culinaria uno degli elementi centrali dell’ospitalità. Un percorso che trova nella cucina dello chef Ivan Bobutac la propria espressione più compiuta, attraverso una proposta che parte dalla tradizione altoatesina, ne rispetta stagionalità e ingredienti, ma si apre a suggestioni e tecniche contemporanee. Il risultato è una cucina senza confini rigidi, dove la montagna non diventa una gabbia identitaria e il Mediterraneo non è una semplice concessione esotica. Piuttosto, entrambi concorrono a costruire un linguaggio gastronomico riconoscibile, nel quale la qualità della materia prima rimane il punto di partenza.

Al Seehof il racconto gastronomico comincia al mattino. La colazione è una dichiarazione d’amore all’Alto Adige e ai suoi prodotti: pane di segale, anche con semi di cumino, speck, formaggi freschi di malga, yogurt di montagna, burro e confetture artigianali. Una selezione che privilegia le produzioni del territorio e restituisce il carattere autentico della cultura alimentare locale. A pranzo il ritmo cambia, senza perdere di vista la qualità. Il vital-lunch propone una pausa informale, pensata anche per chi alterna il relax nella spa alle passeggiate nei dintorni del lago privato. Due pietanze calde, che cambiano quotidianamente seguendo la disponibilità stagionale, si accompagnano ad antipasti freddi e a un buffet di insalate. Poi arriva la merenda, o meglio la Marende, secondo la tradizione tirolese. È il momento dello strudel di mele, dei dolci della casa e delle preparazioni salate, da accompagnare con tisane alle erbe alpine o con il succo di mela naturale ottenuto dai meleti di proprietà. Un intervallo goloso che restituisce alla merenda la dignità di un piccolo appuntamento gastronomico.

Il momento più atteso arriva naturalmente a cena, quando la cucina di Ivan Bobutac mette in campo la propria interpretazione della gastronomia alpina. La formula prevede 4 portate gourmet, con una proposta che cambia e segue il calendario delle stagioni. La tradizione altoatesina è presente, ma viene riletta con sensibilità contemporanea. I canederli, per esempio, si declinano in versioni che utilizzano formaggio grigio di malga, rape rosse o spinaci selvatici, accompagnati da fondute delicate, burro nocciola ed erba cipollina. Anche la pasta fresca diventa terreno di sperimentazione: accanto ai ragù di selvaggina locale, con capriolo e cervo, trovano spazio preparazioni come i tagliolini all’aglio orsino con spuma di formaggio Dolomit e le caramelle ripiene di crostacei con bisque agli agrumi. Nei secondi piatti il dialogo prosegue: trota e salmerino da allevamenti della zona vengono valorizzati con cotture delicate e accompagnamenti che giocano tra freschezza e sapidità. Per le carni si guarda soprattutto ai masi della zona, con tagli selezionati che raccontano la vocazione agricola della valle.

E poi c’è la mela, protagonista indiscussa dell’altopiano di Naz-Sciaves. Il frutto simbolo della zona diventa ingrediente da interpretare in diverse consistenze, tra sorbetti, spume, granite e preparazioni che richiamano la tradizione dello strudel. Un omaggio gastronomico a un prodotto che qui è molto più di una coltivazione: è parte integrante del paesaggio e dell’identità locale. La cucina trova il proprio completamento in una carta dei vini che dedica particolare attenzione alle produzioni altoatesine, senza rinunciare a una selezione di etichette italiane e internazionali. La Valle Isarco, del resto, è uno dei territori più interessanti per chi ama i bianchi di montagna. Le escursioni termiche e le caratteristiche dei terreni contribuiscono a regalare vini di grande freschezza, mineralità e complessità aromatica. Sylvaner, Kerner, Grüner Veltliner e Gewürztraminer rappresentano alcune delle espressioni più interessanti del territorio, mentre per chi preferisce i rossi spazio a Lagrein e Pinot Nero.

La proposta gastronomica del Seehof si inserisce in un progetto di ospitalità più ampio, nel quale il rapporto con la natura rimane centrale. Il Nature Retreat della famiglia Auer, nato da una storia imprenditoriale iniziata nel 1965, oggi dispone di 44 camere e suite, affacciate sul bosco o sul lago naturale privato. La PrimaVera Spa, con piscina esterna riscaldata, saune panoramiche e ambienti dedicati al relax, completa un’esperienza nella quale il benessere fisico e quello gastronomico procedono di pari passo. Ma è proprio la tavola a dare una particolare identità al soggiorno: dalla colazione alla cena, passando per il pranzo e la merenda, ogni momento diventa un’occasione per conoscere qualcosa in più della Valle Isarco. Il Seehof racconta così un Alto Adige che non vive soltanto di canederli, speck e tradizioni alpine, ma che sa aprirsi a nuove sensibilità senza perdere il legame con le proprie radici. Un luogo in cui la vacanza si misura anche attraverso ciò che arriva nel piatto e dove il viaggio, almeno a tavola, può cominciare molto prima di sedersi a cena.

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