lunedì 26 Ottobre 2026
HomeStorie e personaggiPiù forte del...

Più forte del terremoto: lo chef marchigiano Andrea Giuseppucci riparte da Eataly

Lo scorso ottobre ha dovuto chiudere il ristorante Gattabuia danneggiato dal terremoto nelle Marche: ora lo chef 25enne Andrea Giuseppucci, da Tolentino riparte da Eataly Firenze con la sua brigata, prima tappa di un tour di sei mesi tra Firenze, Torino, Milano, Roma e Monaco con il progetto “Le mie Marche” in cui farà conoscere la cucina e i sapori della sua regione (dalla crescia ai vincisgrassi, dalle olive ascolane alla crema marchigiana)

andrea giuseppucci chef

È una bella storia di coraggio, costanza e determinazione, e per questo vale la pena raccontarla. È la storia di Andrea Giuseppucci, 25enne marchigiano di Tolentino. La sua avventura inizia nel 2014 quando decide di entrare nei locali ristrutturati delle ex carceri del paese, nel centro storico della cittadina nel cuore delle Marche, e di creare il ristorante La Gattabuia. Nonostante i 22 anni, Andrea ha ben chiaro in mente il suo obiettivo imprenditoriale: studiare, sperimentare e provocare per far conoscere al grande pubblico il cibo in una versione diversa da quella fino ad allora conosciuta.

_MG_2649

Punto di partenza del progetto è la tradizione marchigiana, la scoperta di produttori di nicchia nascosti nei Monti Sibillini o lungo l’Adriatico: agnello, tartufo, pasta tirata a mano, maiale, pesce azzurro sono ingredienti centrali nei primi menu del locale. Il 2015 e il 2016 trascorrono all’insegna del lavoro, a testa bassa per creare, sperimentare, associare tradizione con modernità. La mano è buona, l’istinto pure e le buone recensioni non tardano ad arrivare: nel 2015 Andrea è secondo chef emergente nel centro sud Italia, si occupano di lui il Gambero Rosso (77/100), Arbiter, Reporter Gourmet, la guida “Giovani & audaci” di EDT.

andrea giuseppucci chef

Poi, alla fine dello scorso ottobre, la tragedia del terremoto che colpisce le Marche sbarra il percorso dello chef e della sua brigata. Interrompe un progetto di crescita ben avviato e promettente. E qui sta la capacità di reazione di un giovane testardo e ostinato, perché innamorato del suo lavoro: butta il cuore oltre l’ostacolo e non si arrende. Grazie alle buone conoscenze un amico gli suggerisce di bussare alla porta di Eataly…”prova, chissà che non ti possano dare un consiglio…”. Quando si dice che la fortuna ci mette lo zampino… A rispondere è Piero Alciati, responsabile della ristorazione di Eataly. Anche lui è uno che sa buttare il cuore oltre l’ostacolo e, anziché dare un consiglio rilancia: Eataly adotta il progetto di Andrea che diventa “Le mie Marche” ovvero, la cucina marchigiana va incontro all’Italia, all’Europa…

osteria di sopra FIRENZE.credits Claudia Del Bianco1

La macchina si mette in moto e parte un grand tour che porterà Andrea e il suo staff in giro per sei mesi nelle cucine dei ristoranti di Eataly di Torino, Milano, Monaco di Baviera e Roma. Si parte dall’Osteria di Sopra di Eataly Firenze dove “Le miei Marche” sarà presente fino alla fine di febbraio. Ciò che conta è che oggi, grazie al coraggio, alla voglia di ricominciare e alla forza di un progetto audace un giovanissimo e promettente chef possa continuare a cucinare senza uscire di scena.
Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...