mercoledì 28 Ottobre 2026
HomeRistorantiL'Altro Cantuccio, un...

L’Altro Cantuccio, un angolo goloso nel cuore di Montepulciano (Siena)

Ospitato nelle e cantine del quattrocentesco Palazzo Bucelli a Montepulciano, il ristorante L’altro Cantuccio è frutto di un accurato restauro: vi operano Mattia Putzulu e Monica Ceregatti

Ospitato nella parte più bassa di Montepulciano, nei locali che furono granaio e cantine del quattrocentesco Palazzo Bucelli, nobile residenza di Pietro Bucelli, antiquario poliziano vissuto tra il XVII e il XVIII secolo, il ristorante L’Altro Cantuccio è frutto di un accurato restauro con elementi che sanno di Toscana autentica intercalati da arredi e decori delicati e moderni.

All’ingresso il bancone del bar ricorda le tipiche osterie toscane mentre nella sala principale un antico caminetto fa da contrappunto a tavoli realizzati in pietra lavica e sedie Kartell. A completare lo spazio de L’Altro Cantuccio la taverna, un ambiente più intimo con soffitto a botte e pochi coperti.

In questa accogliente location, i cui interni raccontano secoli di storia, Mattia Putzulu e Monica Ceregatti hanno dato vita, poco più di un lustro fa, ad un ristorante apertamente moderno, con necessari richiami alla cucina tradizionale, dividendosi i compiti nella gestione del locale, lui   in cucina e lei in sala ad accogliere i clienti ed informarli sulle etichette presenti nella loro curata carta dei vini.

«Sono sempre stato appassionato di cucina, ma ho dovuto studiare molto – esordisce lo chef patron Mattia – ho frequentato un’importante accademia a Roma, che mi ha dato solide basi, e poi sono tornato a Montepulciano per aprire assieme a mia moglie la nostra attività, un ristorante apertamente moderno con necessari richiami alla cucina tradizionale».

Non a caso nella proposta culinaria vi sono due menu degustazione: “Tradizionalità moderna” e “Toscana in viaggio”, uniti ad una variegata ed interessante ‘à la carte’. Il viaggio gastronomico all’Altro Cantuccio, servito da Andrea e Silvia, due giovani e professionali camerieri, può iniziare con il Polpo, cocomero in acqua di mare, sedano rapa e arachidi, per poi proseguire con la proposta must, sempre in carta dall’apertura del locale: i Ravioli di piccione, petto scottato, riduzione di sangiovese, polvere di burro e salvia (in alto).

Se amate la carne ovina scegliete tra i secondi l’agnello in giro per il mondo un interessante mix di assaggi che vi farà scoprire come questa carne, con l’aggiunta di varie spezie, viene proposta oltre i nostri confini nazionali.

Non si può concludere il viaggio goloso senza assaggiare il Sottobosco, dessert di cioccolato Valrhona, non solo bello da vedere ma indimenticabile. Senza cullarsi dei piacevoli consensi ricevuti, Mattia e Monica volgono sempre e il loro sguardo verso le nuove frontiere dell’ospitalità, considerata l’elemento trainante per la ripresa economica della nostra splendida Italia, soprattutto in questo particolare momento.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Al ristorante Anastasia, nella storica Pagoda Arrighi, i giovani chef Alessandro Sardelli e Cristian Garofalo riscoprono il ricettario del 1891 e lo reinterpretano in una grande carta che mette al centro gusto, convivialità e libertà di scelta.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Ristoranti Gambero Rosso 2027, sono 44 i locali “Forchettati”

Un solo "Tre Forchette" (Enoteca Pinchiorri), 30 a quota due e 13 con una sola Forchetta. Ecco tutti i premi speciali assegnati in Toscana

Pizzerie Gambero Rosso 2027, la Toscana ritrova Polzella (con Tre Spicchi)

La guida presentata a Roma premia il ritorno del pizzaiolo di Rosignano, colpito nel 2024 da una grave patologia. In Toscana salgono a 12 le pizzerie al vertice, mentre i Due Spicchi perdono cinque insegne.

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.