Sorgono entrambi lungo la riva sinistra dell’Arno, ma – divisi tra centro e periferia di Firenze – offrono punti di vista speculari sulla città: l’autunno porta nuovi menù per Michele Berlendis (Riva Kitchen) e Paolo Secci (Golden View)

Sorgono lungo la stessa riva dell’Arno – quella sinistra, la più romantica – e pur essendo divisi tra un diffuso pregiudizio che delimita centro e periferia di Firenze, offrono due punti di vista peculiari della stessa città: parliamo di due locali come il Riva Kitchen e il Golden View, due luoghi della Firenze gastronomica che hanno più punti in comune di quanto ci si potrebbe aspettare a prima vista.

Partiamo dalle differenze, per giungere alle analogie. Uno chef nuovo e uno consolidato, ad esempio, a distanza di un anno dalla nostra ultima incursione (estate 2021): dopo la parentesi di Erez Ohayon il ristorante del Riva Loft ha affidato infatti la cucina a Michele Berlendis, mentre il Golden View è ancora stabilmente feudo dello chef Paolo Secci, la cui cucina avevamo raccontato qui. In quanto alle similitudini, i due ristoranti hanno in comune l’atmosfera romantica – data dalla vista sull’Arno nel caso del Golden View, e dalla quiete del giardino nascosto per il Riva Kitchen – e una mano felice da parte degli interpreti ai fornelli.

ph. Luca Managlia

Riva Loft apre agli esterni con la cucina di Michele Berlendis

Con l’arrivo di Michele Berlendis, il Riva Kitchen apre al pubblico esterno i mercoledì, giovedì e venerdì per cena e per il pranzo della domenica: quello che finora era un servizio offerto solo ai clienti che soggiornano nella struttura è adesso ampliato anche per i fiorentini desiderosi di godersi un pasto in un’oasi urbana di relax. La domenica, in particolare, sarà possibile mangiare pieds sur l’herbe o all’ombra della veranda con vista sulla piscina. Coi primi freddi, invece, sarà il camino del salone interno ad accogliere e riscaldare gli ospiti.

ph. Luca Managlia

Con circa 30 coperti e impreziosito dai dettagli di stile dell’architetto Claudio Nardi, il Riva Kitchen punta molto sul tradizionale pranzo familiare della domenica: nel menù non mancheranno infatti i piatti-capisaldi della cucina italiana per famiglie, dalle lasagne in poi, per poi abbandonarsi alla pigrizia sulle amache in giardino. La parte fine dining è invece a disposizione di sera, e sinceramente con l’arrivo di Michele Berlendis –  toscano autoctono ma volato a Berlino per lavorare nel principale ristorante italiano Bocca di Bacco, prima di affiancare chef stellati come Filippo Saporito – fa registrare un’evoluzione significativa.

ph. Luca Managlia

La sua cucina attinge alla tradizione ma la rielabora in chiave creativa e moderna. Fantasia e talento sono evidenti in un piatto come la mousse di fegatini con pan di ramerino, nocciole tostate e aceto di mele invecchiato 20 anni: ispirazione tipica toscana, ma l’uso del burro nella preparazione trasforma i fegatini in un velluto. Da provare anche i Tortelli di ricotta ed erba cipollina, accompagnati da un insolito carpaccio di manzo marinato e grani di pepe di Kampot.

Il menù autunnale per i 20 anni del Golden View

Celebrazioni sottotono, causa pandemia, ma per il Golden View è comunque tempo di festeggiare i 20 di attività. Il locale dell’imprenditore Tommaso Grasso (nella foto in alto), con in cucina dal 2008 il sardo Paolo Secci, ha presentato un menù autunnale che punta sulle materie prime di stagione.

Dopo un’entrée di Capesante tostate su spuma di aglio nero e funghi galletti (in alto) lo chef del ristorante affacciato sull’Arno ha esordito con una Zuppetta di moscardini alla luciana e polenta, abbinati a un Vermentino Le Gonnare Igt Toscana  2021.

A seguire, Spaghetti quadrati Mancini ai crostacei di Sicilia con burro salato e caviale, accompagnati da un bianco toscano “Paolo e Lorenzo Marchionni” (2021) e – probabilmente il piatto meglio riuscito – un Risotto ai funghi del bosco e fonduta di parmigiano alla nepitella, per concludere con una tataki di Pesce spada rosa del Tirreno scottato, rape rosse all’agro e spuma di patate, abbinato a “I Clivi”, Clivi Brazan Bianco, Colli orientali friulani (2000).

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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