All’interno della guida “BereBene 2021” l’Umbria ha ricevuto un alto numero di menzioni, con l’ingresso di inaspettate new entries: ecco 6 etichette sotto i 13 euro da non perdere

La 30° edizione di BereBene è arrivata sul finire del 2020, in piena fase di recrudescenza della pandemia, ma nonostante le difficoltà del momento la sua uscita è stata più che mai puntuale. Un’attenta analisi ha permesso infatti di constatare che durante il lockdown il consumo di vino, nonostante il gap creato dalla chiusura del canale Horeca, non solo non ha subito un arresto ma è anche aumentato di alcuni punti percentuali. Inoltre, grazie a uno studio più approfondito si è potuto appurare che l’acquisto ha privilegiato etichette dal prezzo contenuto, solitamente al di sotto dei 20 euro, coinvolgendo quasi esclusivamente GDO ed e-commerce, dove spesso è più facile imbattersi in selezioni basate sul rapporto qualità-prezzo.

BereBene, che da anni cerca di indirizzare il consumatore verso scelte consapevoli e di qualità in cui a fare la differenza è il prezzo, spesso sorprendentemente contenuto, non poteva pertanto tirarsi indietro nel 2021: 850 sono i Premi Qualità assegnati e altrettante quindi le etichette da scoprire. In particolare in Umbria, territorio che ha ricevuto riconoscimenti quasi per ognuna delle sue denominazioni, il premio regionale è andato al “Colle di Giove” 2019 dei Fratelli Pardi. I Pardi, noti imprenditori del comparto tessile, sono proprietari di un’azienda vitivinicola dal 1919 e negli ultimi anni hanno raggiunto risultati davvero lusinghieri. Parliamo di un riuscitissimo connubio di grechetto, trebbiano spoletino e chardonnay, espressione di ammalianti frutti esotici e sorprendente per corpo e struttura, che convince anche per gli 8,20 euro a
bottiglia.

Altra etichetta da segnalare è sicuramente il “Grechetto” 2019 di Argillae. Quest’ultima è un’azienda orvietana, con 38 ettari vitati, in cui non solo la viticoltura è praticata nel rispetto dell’ambiente, ma si dà anche molto spazio alle energie rinnovabili. Tra tutti i vini prodotti, il Grechetto 2019 non si distingue solo per essere un bianco di grande fascino ma anche per il prezzo contenuto: sorprende infatti sapere di poterlo acquistare a soli 11,40 euro.

Tra i selezionati dalla guida merita sicuramente una menzione speciale anche il “Ciliegiolo” 2019 di Leonardo Bussoletti. Leonardo in questi anni ha saputo dare lustro al territorio di Narni, dimostrando che proprio in questa zona il ciliegiolo, varietà nota soprattutto nel Centro Italia, è in grado di esprimersi ad altissimi livelli qualitativi. Il suo 2019 è un rosso giovane e scattante, fresco e dinamico: per soli 12 euro assicura un appagamento senza pari.

Molto interessante poi anche “Sfide” 2018 de La Madeleine. Siamo ancora a Narni, più
precisamente a Schifanoia (una sua frazione), ma in questo caso si tratta di un’azienda di famiglia, gestita dai fratelli Giulia e Francesco, figli di Massimo D’Alema, che acquistò la tenuta nel 2008. “Sfide” è un vino senza solfiti aggiunti, un cabernet in purezza sorprendentemente equilibrato; disponibile a soli 10,90 euro, è un eccellente esempio di un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Altra etichetta segnalata da BereBene che consigliamo è “Bocca di Rosa” 2019 di Giampaolo Tabarrini . Istrionico vignaiolo, appassionato di vini del territorio, Giampaolo è un grande amante del Sagrantino e lo propone in ben tre diverse varianti: una di queste è proprio “Bocca di Rosa”, la versione Rosé. Si tratta indubbiamente di un vino singolare, strutturato e al contempo di vigorosa freschezza, disponibile a soli 8,80 euro e quindi impossibile da perdere.

Segnaliamo infine “Lab” 2019 di Terre Margaritelli, un’azienda di Torgiano in cui la produzione non si concentra soltanto sul territorio ma guarda anche alla sperimentazione, dando spesso spazio a varietà internazionali o poco comuni. Il “Lab”, tannat in purezza, ne è certamente un esempio. Il tannat infatti è un vitigno diffuso soprattutto nel sud della Francia e in America Latina, molto poco conosciuto altrove, soprattutto in Umbria. Quello di Terre Margaritelli, per soli 10,40 euro, darà il suo meglio con il cinghiale in umido: provare per credere.

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"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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