martedì 27 Ottobre 2026
HomeMixologyBrandy de Jerez:...

Brandy de Jerez: il 2022 sarà l’anno di rinascita per l’azienda più antica e esportata al mondo

Il Brandy spagnolo è un distillato di vino prodotto a partire da uve nazionali, anche se per il Brandy de Jerez  si possono usare esclusivamente le varietà Palomino e Airén. Fundador Sherry Cask viene distillato in  alambicchi a colonna e nei tradizionali Alquitar, per poi essere spedito a Jerez a invecchiare. Qui guadagna la  denominazione di Brandy de Jerez Solera, maturando almeno sei mesi in botti di rovere americano che hanno  contenuto vino Sherry. Infine viene imbottigliato a 36 gradi.

Se dovessimo definire qul’è il  papà di tutti i Brandy spagnoli sicuramente potremmo dire Fundador. La storia di Fundador brandy inizia nel 1874, quando Pedro Domecq Loustau crea il primo Spanish Brandy di  Jerez, in Andalusia. La stessa scelta del nome, da rendere in italiano con il Fondatore, ci parla dello spirito  pionieristico di questa distilleria, che da sola codificò gli standard produttivi per questo distillato. Oggi il  Gruppo produce alcuni dei marchi di Brandy più famosi al mondo e distilla il vino di uve Palomino e Airén  nell’impianto di Tomelloso, nella Mancia. L’invecchiamento avviene invece ancora nelle cantine di Jerez de  La Frontera, le più estese di Spagna, seguendo la Denominacion de Origen Brandy de Jerez.

Fundador per prima capì l’enorme potenziale di un invecchiamento dinamico e lo applicò ai suoi Brandy.  Questa scelta segna una differenza fondamentale con quanto avviene ad esempio in Cognac, dove i distillati  sono sottoposti a un invecchiamento statico. Nel metodo Criaderas parti di distillato vengono  periodicamente travasate dalle botti collocate più in alto nella bodega a quelle più vicine al suolo, fino a  raggiungere appunto la solera. Questa tecnica attiva processi di ossidazione e armonizzazione tra spiriti con  differenti età, permettendo di raggiungere alla fine del processo una notevole complessità.

Altra grande innovazione introdotta da Pedro Domecq Loustau fu la scelta di invecchiare il distillato in botti  che avessero già contenuto vino Sherry. Il legno di rovere europeo, ricco di tannini e imbevuto del vino  fortificato prodotto nella Provincia di Cadice, è infatti in grado di donare una profondità e una ricchezza  inaspettata al distillato. Tuttavia non tutti gli Sherry sono uguali, anzi ne esistono molte varietà. Per  invecchiare Fundador Sherry Cask, vengono scelte le botti che hanno contenuto unicamente Sherry Fino,  Amontillado e Oloroso.

Un’azienda che per quanto storica continua ad innovare: Fundador Sherry Cask Solera è una versione rinnovata dello storico Fundador Solera, sia nel prodotto che  nella confezione. Entrambe le novità sono orientate ad attrarre nuovi consumatori curiosi ed esigenti. Per  quanto riguarda il liquido, la scelta delle botti dentro cui andrà a invecchiare il distillato è stata allargata e  comprende ora ben 3 varietà di Sherry: Fino, Amontillado e Oloroso. Tutto ciò si traduce in un profilo più  morbido, facile e beverino, pur se impreziosito da numerose sfumature organolettiche.

In secondo luogo il rebranding è totale: l’etichetta è ora moderna e attuale, composta da due parti diverse,  che mantengono i colori della marca: una parte color crema, scritta in inglese e comune a tutti i mercati, e  un’altra in Red Fundador, con messaggi adattati ad ogni mercato. In particolare evidenza c’è il ruolo  fondamentale delle botti di Sherry, la loro eredità e storia, col sigillo di Pedro Domecq e l’anno di fondazione  della cantina vinicola, con un’incisione su vetro che ne riporta la data (Estd. 1730). Lo scudo di Pedro Domecq  è invece elegantemente inciso su vetro sul retro della bottiglia.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Giacomo Iacobellis
Giacomo Iacobellis
Giornalista sportivo di giorno ed enogastronomico di notte, vive due vite parallele che spesso e volentieri si incrociano fra loro. Scrive per alcune fra le più riconosciute testate italiane e spagnole, ma soprattutto per passione e fame/sete di conoscenza. Sommelier FISAR dal 2022, ha pubblicato tre libri in ambito enogastronomico e lavora quotidianamente anche in radio e televisione.

ARTICOLI SIMILI

Distribuito nel nostro Paese da Velier, la vodka Pegasus - distillato bio della Borgogna - esordisce a Firenze con un evento a tema, tra letture dantesche e cocktail con vista

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Ristoranti Gambero Rosso 2027, sono 44 i locali “Forchettati”

Un solo "Tre Forchette" (Enoteca Pinchiorri), 30 a quota due e 13 con una sola Forchetta. Ecco tutti i premi speciali assegnati in Toscana

Pizzerie Gambero Rosso 2027, la Toscana ritrova Polzella (con Tre Spicchi)

La guida presentata a Roma premia il ritorno del pizzaiolo di Rosignano, colpito nel 2024 da una grave patologia. In Toscana salgono a 12 le pizzerie al vertice, mentre i Due Spicchi perdono cinque insegne.

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.