Brunelleschi e l’origine del peposo dell’Impruneta

Ormai è un evergreen della cucina toscana apprezzato da residenti e turisti. Chi viene da fuori, però, spesso non immagina che dietro la nascita del peposo dell’Impruneta ci sia addirittura ser Filippo Brunelleschi e che l’occasione sia stata la costruzione della cupola del Duomo di Firenze

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Ormai è un piatto piuttosto conosciuto, un autentico evergreen della cucina toscana apprezzato da residenti e turisti. Chi viene da fuori, però, spesso non immagina che dietro la nascita del peposo dell’Impruneta ci sia addirittura ser Filippo Brunelleschi e che l’occasione sia stata la costruzione della cupola del Duomo di Firenze. Da quasi seicento anni, infatti, una leggenda narra che Filippo Brunelleschi abbia adoperato il “peposo” per nutrire e riscaldare i suoi artigiani che lavoravano alla fabbrica di Santa Maria del Fiore.

La leggenda del peposo dell’Impruneta

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In particolare,  nei primi anni del ‘400 centinaia di operai – gente dalla fame massiccia, fiaccati dalla fatica e infreddoliti dal gelo notturno – stavano lavorando alla costruzione della cupola. C’era ovviamente chi era stato incaricato della preparazione del pranzo, e un giorno qualcuno ebbe l’idea di usare le piccole fornaci dell’Impruneta e di Greve (gli operai “fornacini”, appunto) per cuocere a fuoco lento, insieme alle tegole, anche dei bei pezzi di carne che venivano messi all’imboccatura del forno in appositi tegami e cosparsi di vino dei colli per insaporire.

La leggenda vuole che un giorno passasse di là proprio ser Filippo Brunelleschi, che rimase colpito dal piatto che i fornacini stavano preparando. Si avvicinò, l’assaggio e disse: “Troviamoci domani qui a questa stessa ora, vi insegnerò come arricchire questa pietanza”. In effetti alla ricetta degli operai mancavano le spezie, che arrivavano da lontano e a quel tempo erano piuttosto costose. Loro non potevano permettersele, Brunelleschi invece sì. L’indomani arrivò con un sacchetto di pepe e altre spezie, e lo usò per condire la carne.

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Et voilà, nacque il “peposo alla fornacina”, prima versione di ciò che sarebbe diventato – e rimasto nei secoli – il “peposo dell’Impruneta”.

Marco Gemelli

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.ilforchettiere.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

1 Comment

  • Rispondi maggio 12, 2013

    cristina vannuzzi

    ricetta molto bellina e bell’articolo….sto “montando” degli articoli con delle ricette vecchissime di Giancarlo Bini, ricette della maremma e di livorno, te le mando

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