Due ragazzi sotto i 35 anni, entrambi laureati in Ingegneria, decidono di mollare tutto e aprono il Cliché a San Lucido, un hotel con ristorante sulla Statale 18, lungo la costa tirrenica calabrese. In un contesto non facile, Alessandro e Tiziana hanno saputo far fiorire e valorizzare materie prime, qualità e ospitalità

il cliché a San Lucido

Che ci sia qualcosa di speciale, in quel ristorante che corre lungo la “famigerata” Statale 18, ci vuol poco a intuirlo. Se è vero che l’Italia ha tra i suoi confini invisibili anche quello che vede in alcune zone di mare il sorriso di default sempre stampato sul viso della gente, quanto abbiamo trovato al Cliché a San Lucido (Cosenza) ne è la riprova. Un locale accogliente, una buona cucina, prezzi onesti, menù e carta dei vini ben costruiti. E la sensazione, impagabile, di essere sempre in buone mani.

Ale & Tizy

Come raccontano Alessandro e Tiziana, i titolari, “il Cliché è una nostra scommessa di vita”. E in effetti è proprio così: due ragazzi sotto i 35 anni, entrambi con studi d’Ingegneria alle spalle, decidono di mollare tutto e aprire un ristorante con annesso hotel (o viceversa) lungo la costa tirrenica calabrese. “La voglia di poterci spendere nella nostra terra natale è stata decisiva”, raccontano dal banco che serve ogni giorno pasticceria fresca: “Volevamo realizzare un’ attività turistica in un contesto tutto da scoprire. Siamo partiti da ciò che avevamo, chiedendoci cosa potevamo offrire: abbiamo messo il cliente al centro del nostro progetto,decidendo di unire l’ospitalità e l’accoglienza al piacere del cibo”.

il cliché a San Lucido

L’offerta del Cliché di San Lucido parte al mattino, con la colazione: ai clienti e agli automobilisti di passaggio lungo la Statale 18, Tiziana e Alessandro offrono torte e dolci rigorosamente tipici (in primis i “bucconotti” ripieni di marmellata) e di produzione locale. In quanto alla cucina tout court, è francamente ben al di sopra di quella che è possibile incontrare in questa zona della Calabria: le pizze richiamano lo stile napoletano, appena contaminato da suggestioni siciliane (il pistacchio, ad esempio, mai lezioso) e tengono prezzi nella media locale, mentre il pesce supera per qualità e quantità l’ordinaria abbondanza che la vicinanza del mare offre. Se spigole o triglie sono abbastanza comuni, infatti, al Cliché abbiamo avuto l’occasione di assaggiare un non così facile pesce castagna da oltre 5 kg (nella foto in basso).

pesce castagna - il cliché a San Lucido

Non che il tratto di mare tra Amantea e San Lucido non offra posti interessanti dove andare a cena, ma francamente crediamo che il Cliché a San Lucido abbia una marcia in più, data dal valore aggiunto delle persone che vi lavorano. In una terra dove spesso l’improvvisazione viene spacciata per genuinità e dove è facile piangersi addosso senza talvolta muovere un dito per migliorare lo status quo, Tiziana e Alessandro sono l’esempio più brillante di come si possa fare imprenditoria di qualità in una zona tutt’altro che facile per i motivi più diversi, dalle infrastrutture lacunose al gap di attenzione del mondo dell’alta ristorazione (e delle guide…) rispetto a località più rinomate.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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