venerdì 11 Settembre 2026
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Cosa mangiano i videogiocatori? Ecco la “dieta” del gamer italiano

Un sondaggio rivela la “dieta” preferita dei gamer italiani, tra patatine e snack salati o dolci: il videogame che stimola più l’appetito è Fortnite, mentre Minecraft fa mangiare continuativamente.

Non di sole trattorie e ristoranti vive l’uomo. Specie se ha davanti uno schermo, una console e un joystick. Avete presente i gamer, quelle persone che per passione o professione – o entrambe, per i più fortunati tra loro – passano intere ore a giocare ai videogiochi? Beh, anche loro osservano una dieta. Non sarà forse il regime alimentare più salutare né attento al km0, ma tant’è. C’è chi ha realizzato un sondaggio coinvolgendo oltre 800 gamer italiani, e questi sono i risultati.

Gli intervistati scelti sono stati così divisi: il 54,84% maschi (439 persone) e il 45,13% (369) donne. L’età presente degli intervistati va dai 16 ai 54 anni, con una predominanza delle fasce tra i 18 e i 24 anni (20,75%), 25-34 anni (23,25%) e 35/44 anni (22,75%). Il sondaggio verte su quante volte alla settimana, e con che regolarità, gli intervistati giochino ai videogiochi, su quale console o PC, se mangino – e cosa – durante la sessione di gioco e se ci siano stati cambiamenti legati al Covid.

Assodato che i gamer giochino con regolarità, alla domanda su quante volte a settimana giochino i risultati sono stati questi: 141 persone (il 17,63%) hanno risposto 1 volta o meno a settimana, 177 (il 22,13%) 1 o 2 volte a settimana, 208 (il 26%) 2 o 4 volte a settimana, 274 (il 34,25%) 4 o più volte a settimana. Più di un terzo delle persone intervistate dunque, gioca più volte a settimana con costanza. Alla domanda sulla durata della sessione di gioco si sono così espressi: 182 (22,75%) giocano meno di un’ora, 325 (40,63%) 1 o 2 ore, 224 (28%) tra 2 e 4 ore. Anche in questo caso, quasi un terzo degli intervistati gioca fino a 4 ore al giorno, un tempo ragguardevole se lo si pensa nel quotidiano. La domanda successiva che verte su quale device (console, portatile o PC) preferiscano ha mostrato che il 32,63% gioca al PC, il 13,75% alla PS5, il 4,38% alla Xbox One. E i videogiochi preferiti? Vince Fifa con 49 persone, seguito da Minecraft (19) e Call of Duty (17), con Super Mario, Fortnite, The Sims, Pokémon e Candy Crush tra gli altri.

Cosa mangiano i gamer italiani?

Alla domanda se durante il gioco amino mangiare qualcosa, il 57,38% ha risposto che mangia qualcosa durante la sessione di gioco, quesito fondamentale questo per capire cosa fa un gamer durante una partita. Chi non mangia non ha fame (1,7%), si distrae (1,17%) o non gli va (0,59%). Chi lo fa, al 63,83% lo fa una volta per sessione mentre il 15,47% lo fa due volte durante la stessa sessione. La ragione principale per cui lo fa è perché ha fame (per il 49,73%), per noia (19,43%) o per mantenere la concentrazione (il 38,56%). La console che stimola più l’appetito è la Playstation, seguita da Xbox e Nintendo Switch, mentre patatine e snack salati sono il cibo più diffuso, soprattutto da chi gioca da cellulare o tablet (86%). Scelta salata anche per la Nintendo Switch, mentre Playstation, Xbox e Pc preferiscono dolci e merendine.

E cosa bevono i gamer italiani? A spartirsi le preferenze sono bibite gasate e bevande non alcoliche, mentre solo un 20% preferisce bevande calde. Il 12% dei gamer consuma bibite energetiche durante la sessione di gioco, e infine appena un 5% ricorre a bevande alcoliche.

I giochi che stimolano più l’appetito sono Fortnite (63%) e Grand Theft Auto (58%), seguiti da Super Mario (53%), Minecraft (52%) e Fifa (51%). A proposito di Minecraft, infine, il sondaggio rivela che il 46,2% dei gamer mangiano snack durante tutta la sessione mentre gli altri si concedono una sola pausa. Alla domanda specifica su cibo e pandemia, per il 73,77% le abitudini alimentari non sono cambiate dopo il Covid ma chi ha vissuto un qualche cambiamento mangia di più (1,17%), mangia meglio, usa più app delivery, cerca di mangiare meno, mangia più schifezze (0,58%) ecc. Un cambio, dunque, di abitudini c’è stato, non in tutti ovviamente.

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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