Fermo nel 2020 causa Covid, a settembre torna a San Vito Lo Capo (Trapani) il Cous Cous Fest, il campionato mondiale del piatto maghrebino entrato nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco

Dopo un anno di stop, il 2021 vedrà tornare il Cous Cous Fest, il campionato mondiale del piatto maghrebino che – per la prima volta, dopo lo stop del 2020 dovuto alla pandemia – può fregiarsi del titolo di patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. A far domanda congiunta erano state nel 2016 Algeria, Marocco, Mauritania e Tunisia, per una volta senza dispute sulla paternità di questo piatto tradizionale a base di semola o di grano duro, accompagnata da verdure, carne o pesce sapientemente speziati. E un paio di settimane fa è arrivato l’ok.

Un motivo in più per guardare con interesse a ciò che avverrà dal 17 al 26 settembre 2021 a San Vito Lo Capo (Trapani) per la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale organizzato dal Comune di San Vito Lo Capo e dall’agenzia di comunicazione Feedback, producer dell’evento. E c’è da scommetterci, il riconoscimento dell’Unesco giocherà un ruolo importante nell’economia della manifestazione.

La notizia è stata accolta con grande gioia dalla comunità sanvitese: il sindaco Giuseppe Peraino infatti, lo scorso anno aveva scritto sia all’Ente tunisino per il turismo che al  Centro nazionale per la ricerca preistorica, antropologica e storica di Algeri, per sostenere la candidatura Unesco. “Questo riconoscimento mi riempie di gioia – afferma – perché il cous cous è un piatto storicamente legato a San Vito Lo Capo che fa parte, ormai da secoli, della tradizione gastronomica locale. Dal 1997 il Cous Cous Fest lo celebra a livello internazionale, tanto da essere diventato uno dei simboli di San Vito Lo Capo nel mondo”.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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