Una regola basilare del galateo, per non mettere a disagio gli  ospiti, è che a tavola non si parli di politica, soldi, successi personali, malattie. Siete sicuri di poter fare a meno di parlare del Covid?

di Antonella D’Isanto*

I problemi che assillano gli italiani sono tanti ed è piuttosto naturale parlarne a tavola. Sicuramente questo virus infame tiene alta la nostra attenzione, è in cima alla lista degli argomenti comuni, conviviali, è un termine “ad alta indicizzazione”. A tavola però ci sono regole da rispettare, che fanno parte di un desueto bagaglio di buone maniere, dimenticato in quest’epoca dove vigono la maleducazione, l’aggressività, in parole povere la cattiva creanza. Parliamo a voce alta, vogliamo attirare l’attenzione, i nostri salotti si sono trasformati in arene o studi di talk show dove tutti vogliono dire la propria ed emergere.  Ma le norme restrittive del Coronavirus possono farci riflettere e scoprire che rivisitare il galateo e le buone maniere è utile: recuperare gli insegnamenti della mamma, a partire dall’antica esortazione “Lavati le mani  prima di andare a tavola, aveva un suo perché!

Organizzo una cena a casa: cosa devo fare?

Ci hanno dissuaso ad avere ospiti a casa, ma ogni tanto ricreare la catena di affetti familiari fa bene al cuore e stare con i propri cari può essere un modo per rendere meno duro questo difficile momento. Il primo problema che si potrebbe porre sono le scarpe. Nel Nord Europa e in alcuni Paesi asiatici è normale togliersele prima di varcare la soglia di casa. Da noi è un poco più problematico, specialmente se hai la figlia cool che viaggia con il tacco 12  e non  scende per non perdere la posizione conquistata  in vetta.

Consigli per le scarpe

  • Avvisate prima gli ospiti che al loro arrivo vi farebbe piacere si togliessero le scarpe.
  • Ponete all’ingresso uno sgabello per dare la possibilità di sedersi per agevolare l’operazione ai vostri cari meno in forma e ai più “datati”.
  • Mettete a disposizione delle ciabattine monouso o rigorosamente pulite.
  • Mai e poi mai chiedere a chi arriva di togliersi le scarpe senza aver avvisato prima.

Come ci si regola con la mascherina per l’ospite?

Questi entra in casa ovviamente con la mascherina che avrà cura di non abbandonare in giro, ma di abbassarla sotto il mento al momento della cena o toglierla custodendola con cura in borsa o in tasca. Ricordate la mascherina raccoglie gli spruzzi della vostra saliva, sta vicino alla bocca, lingua e  denti: custoditela in maniera igienica, abbiate la cortesia di non appoggiarla in giro, specialmente in casa d’altri.

E il cappotto dove lo metto?

Diciamolo: chi non ha impilato i cappotti degli ospiti sul letto? Oggi è proprio sconsigliato, i vestiti  pare siano portatori “insani”,  quindi organizzate uno spazio con grucce singole dove riporre giacche e paltò degli ospiti.

Operazioni di sanificazione casalinga

1) Lavati la mani

Abbiamo odiato questa frase; ci siamo fatti odiare dai nostri figli quando l’abbiamo detta noi. Adesso è un’operazione perentoria, inderogabile, ne va della nostra salute. Quindi in bagno predisponete del sapone liquido in un dispenser, mettete accanto anche un flaconcino di disinfettante e sarebbe perfetto mettere a disposizione anche degli asciugamani monouso, come si vedono in certi ristoranti di livello. Abolite la carta, non è etico, il vostro bagno non è quello dell’autogrill. Ovviamente liberatevi della vecchia  saponetta rinsecchita e rigata, non è elegante.

2) Precauzioni a tavola

Anche il menù passa dal vaglio delle nuove regole: l’ideale sarebbe di portare a tavola il cibo già impiattato il tipico servizio all’italiana, cioè il piatto già pronto in cucina. Questo per evitare di far passare di mano in mano piatto e posate di servizio. L’ideale sarebbe mettere il contorno in una ciotolina, a sinistra dell’apparecchiatura. Chi le possiede tiri fuori le mitiche mezzelune per il contorno, reperti di vecchi regali di nozze: sono eleganti ed ingombrano poco. E a proposito di ingombro in questo periodo è consigliato ridurre all’osso le decorazioni in tavola: abbiamo bisogno di spazio, rigore e pulizia, quindi anche per la tavola di Natale bando alle polverine, pupazzetti polverosi e altre amenità poste a tavola per abbellire. Serve spazio e pulizia.

3) Cautele in cucina

  • Chi cucina curerà l’igiene e disinfetterà i piani di lavoro
  • Possibilmente servire le pietanze già impiattate. La padrona di casa eviti di portare a tavola piatti dai quali servirsi da soli con le posate di servizio: passano di mano in mano e non è consigliabile.
  • Ove possibile si consiglia di mettere per ogni commensale il piattino con il pane dentro (sta a sinistra)
  • E’ sconsigliato agli ospiti entrare in cucina durante la preparazione dei pasti
  • Il servizio dell’acqua e del vino comporta delle attenzioni: per evitare che passi di mano in mano, il padrone di casa o un commensale, con mani sanificate, si incaricheranno di servirlo a tutti.
  • Sconsigliato “pucciare”  nel piatto del vicino o bere dal bicchiere di altri.
  • E agli ospiti si raccomanda: vietato appoggiare la borsa sulla tavola, anche se fosse una pochette, il galateo lo vieta, l’igiene lo preclude. Parimenti dicasi per telefono, chiavi e altri ammennicoli.

La conversazione a tavola

A tavola non si dovrebbe mai parlare di finanza, politica, religione, aspetto fisico, malattie morte, età, sono argomenti che possono originare situazioni imbarazzanti. In famiglia tra parenti c’è la conversazione di carattere intimo, supportata dal rapporto familiare. In questo periodo sarebbe raccomandabile parlare di cose amene, una cena che ci lascia depressi non sarà ricordata come una serata di successo.

Al ristorante

Per chi ha la possibilità di andare ancora al ristorante, o quando ci sarà di nuovamente permesso, ci sono delle regole e  senso civico da rispettare. Ovviamente onorare la prenotazione: sarà buona cura e creanza arrivare puntuali. I ritardi in questo periodo possono generare fastidiosi problemi organizzativi. Seguire i percorsi indicati per l’accesso al tavolo e mantenere  la distanza di sicurezza

La comanda al cameriere va fatta con  la mascherina sulla bocca,  che  sarà abbassata sotto il mento solo mentre si consuma il pasto e  rialzata quando si parla  con il personale di servizio. Per quanto riguarda la borsa e il cellulare evitate di appoggiarlo a tavola, e si rimanda al capitolo precedente “”cautele in cucina”

Servizi igenici al ristorante

Lo stato dei servizi igenici delinea la civiltà di un popolo, senza aggiungere altro…Lavarsi e disinfettarsi le mani con cura, si raccomanda un uso attento, con senso civico, lasciando l’ambiente in quello stato che spesso si trova scritto nei bagni, “lascialo come ti piacerebbe trovarlo”

E sempre a proposito di cibo

L’uso della mascherina non autorizza comportamenti barbari ai banchi dei mercati. Se al supermercato si usano i guanti per scegliere la frutta e le verdure, purtroppo i mercati rionali non ne sono provvisti. Questo non autorizza   di scegliere a casaccio, palpeggiare a mani nude la frutta,  gli ortaggi e poi abbandonarli nella cassetta. E se qualcuno ve lo fa notare, voi con la scusa del  parziale anonimato della mascherina, evitate di rispondere con la stessa veemenza ( e ci scusino le categorie dei lavoratori chiamati in causa) di  lavandaie  e scaricatori di porto! Siete in torto, siatene consapevoli e recuperate il  garbo.

* un passato da consulente del lavoro, un presente da produttrice di vino e docente all’Università della Terza Età. Appassionata ed esperta di buone maniere nonché cultrice dell’arte dell’accoglienza, è titolare del blog “Tempi di recupero”

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