lunedì 26 Ottobre 2026
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Ecco il logo per la candidatura della cucina italiana all’Unesco

Presentato a Pompei, davanti alle autorità, il logo realizzato agli allievi della Scuola della medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Uno chef, pardon, un cuoco che spadella su di un fornello una moltitudine di elementi: dai rigatoni alla pizza, dallo spicchio di limone alla bittigli di vino, mescolati ad alcuni dei più rappresentativi monumenti italiani: il Colosseo, la Torre di Pisa, il Ponte di Rialto. Subito sotto lo slogan, pardon, il motto: “Io amo la cucina italiana” in cui le due lettere ‘o’ sono sostituite da due cuori tricolori.

Fonte: ANSA

Questo il logo disegnato dagli allievi della Scuola della medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e presentato ieri sera presso il Parco Archeologico di Pompei da un parterre di figure istituzionali: erano presenti i ministri dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il ministro dell’ Interno Matteo Piantedosi, il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e l’ad dell’Istituto Poligrafico Francesco Soro.

Fonte: SkyTG24

La decisione di candidare la cucina italiana come patrimonio dell’umanità Unesco per il 2023 risale allo scorso 23 marzo, quando il governo in carica, su proposta dei ministri dell’Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e della Cultura Gennaro Sangiuliano, annunciò di voler presentare il dossier all’Unesco, facendo così partire l’iter di valutazione che dovrebbe concludersi a dicembre del 2025.

In quella occasione la cucina italiana venne definita, come

«un insieme di pratiche sociali, riti e gestualità basate sui tanti saperi locali che, senza gerarchie, la identificano e la connotano. Questo mosaico di tradizioni riflette la diversità bioculturale del paese e si basa sul comune denominatore di concepire il momento della preparazione e del consumo del pasto come occasione di condivisione e di confronto.»

La candidatura è stata promossa anche dall’Accademia italiana della Cucina, dalla Fondazione Casa Artusi e dalla rivista ‘La cucina italiana’.

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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